Protesta alla Gls

“Se non fissano un confronto trascorreremo anche Pasqua e 25 Aprile sul tetto”

18 aprile 2019

Gli operai non scenderanno dal tetto della Gls “finché non verranno ristabiliti i diritti sindacali ed economici violati”. E la promessa è quella di trascorrere anche Pasqua e il 25 Aprile in cima al magazzino di Montale.
Parola di Riad Zaghdane, Roberto Montanari e Abubakar Soumaoro, esponenti del sindacato Usb che  hanno ribadito le motivazioni della protesta verso lo stabilimento piacentino della Gls.

Tutto nasce dal licenziamento per ragioni disciplinari di trentatré facchini, assunti tramite la Seam (ditta fornitrice di servizi) nella struttura logistica in via Riva, avvenuto lo scorso febbraio. Tre giorni fa, gli ex dipendenti sono saliti sul tetto della Gls, trascorrendo le notti in tende e sacchi a pelo.

L’edificio, inevitabilmente, è stato chiuso per questioni di sicurezza, con gli agenti delle forze dell’ordine schierati sul perimetro. E i facchini, iscritti a Usb, hanno minacciato di restare in cima al magazzino a oltranza: “La Gls si deve presentare al tavolo per un confronto – ha sottolineato il sindacalista Soumaoro – perché si tratta di trentatré padri di famiglia che hanno contribuito a far progredire la filiera della logistica, con lavoro e sudore. Eppure, in cambio, hanno ricevuto il licenziamento. Rivolgiamo un appello alla cittadinanza e alle istituzioni ad appoggiare la nostra vertenza”.

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