Il Giardino che vorrei

Un laghetto e due porte da calcio ai giardini Margherita

6 luglio 2019

“I giardini che vorrei” hanno un laghetto e un prato fiorito. “I giardini che vorrei” hanno un campo da beach volley e due porte da calcio. “I giardini che vorrei” hanno un piccolo rifugio pieno di videogiochi e le rampe per le biciclette. “I giardini che vorrei” è lo spunto di riflessione proposto ai bambini del Grest di San Savino per immaginare la valorizzazione dei giardini Margherita di Piacenza.

Nell’ambito del progetto comunale “Giardini da vivere”, realizzato con il sostegno finanziario della Regione Emilia Romagna e in collaborazione con numerose realtà del territorio, il polmone verde del quartiere Roma ha accolto un gruppo di baby-cittadini per un divertente laboratorio di progettazione urbana coordinato dall’associazione Epikurea. L’obiettivo: ideare nuove attrazioni e migliorie per l’area. Con l’aiuto degli animatori, gli iscritti al centro parrocchiale hanno costruito una rappresentazione dei giardini Margherita in un’ipotetica versione 2.0: i ragazzi e le ragazze del Grest dai dieci anni in su hanno confezionato un plastico tridimensionale con materiali riciclati, mentre i bambini e le bambine dai sei ai nove anni hanno prodotto un modello bidimensionale sul cartone. “Muniti di forbici, colla, scatole riutilizzate e carta – ha spiegato Simona Tonini, presidente di Epikurea -, i piccoli protagonisti del Grest di San Savino hanno dato sfogo alla loro creatività, dando forma ai sogni e ai desideri legati ai giardini Margherita”.

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