Nozze per la cittadinanza

Si conoscono in spiaggia e si sposano, poi iniziano le botte e i maltrattamenti. Marito condannato

8 luglio 2019

 

Lei piacentina cinquantenne aveva conosciuto un quarantenne senegalese che vendeva accendini sulle spiagge della Sardegna. I due si erano sposati. Poi le botte e la scoperta che l’uomo, di religione musulmana, aveva un’altra moglie in Senegal. Infine il processo: il senegalese che oggi lavora come netturbino è stato condannato a due anni e sei mesi, per il giudice colpevole di maltrattamenti in famiglia. Il pm Sara Macchetta aveva chiesto un anno e otto mesi, l’avvocato difensore Sisto Salotti aveva chiesto l’assoluzione, spiegando che non vi erano episodi continui che potessero dimostrare i maltrattamenti, ma soltanto un episodio in cui la donna si era fatta refertare con sette giorni di prognosi. Avvocato di parte civile era invece Alessandra Sogni che al termine della sua requisitoria aveva chiesto la condanna dell’imputato.

Un matrimonio, almeno per lui, secondo la parte civile di convenienza e che gli aveva consentito di avere la cittadinanza italiana. L’uomo aveva poi portato in Italia dal suo paese la figlioletta di 5 anni, alla quale la signora piacentina si era molto affezionata. Tuttavia le continue liti e le percosse, l’uomo avrebbe malmenato la donna a cinghiate, e la figlia con i cavi della batteria, in un’occasione le avrebbe rotto in testa una scatola di biscotti.

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