Piano di sviluppo rurale

A Cerignale una nuova centralina idroelettrica “amica dell’ambiente”. Dalla Regione quasi 300mila euro

9 agosto 2019


Un paese a carbonio zero, che potrà utilizzare tutta l’energia necessaria da fonti rinnovabili. È il “miracolo” di Cerignale, dove oggi è in programma l’inaugurazione di una nuova centralina idroelettrica realizzata con quasi 300mila euro di contributi messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna attraverso il Piano di sviluppo rurale. Un impianto all’avanguardia, la cui energia confluirà nella rete nazionale per coprire le esigenze di illuminazione pubblica e l’utenza del municipio: a regime, contribuirà dunque ad azzerare le emissioni dell’intero comune, grazie ai numerosi progetti di uso razionale delle fonti rinnovabili che sono stati realizzati.

Il taglio del nastro con il sindaco Massimo Castelli e il presidente della Regione Stefano Bonaccini, che ha anche ricevuto il riconoscimento “Amico della montagna”, attribuito dal consiglio comunale di Cerignale a persone che abbiano a cuore i temi della terra, del contrasto allo spopolamento, della valorizzazione delle aree montane. Successivamente la due giorni di visita del presidente in Valtrebbia, iniziata nella frazione di Perino (comune di Coli) per un confronto con amministrazione e cittadini, proseguirà a Bobbio, Corte Brugnatella e Lugagnano.

Sul totale delle risorse del Piano di sviluppo rurale 2014-2020 destinate all’Alta Valtrebbia, il 30% (circa un milione e 750mila euro) è stato destinato alla realizzazione di interventi pubblici extra agricoli: si tratta di tre impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (Cerignale, Corte Brugnatella e Ferriere), due centri polifunzionali socio-assistenziali per la popolazione (Cerignale e Ottone) e una struttura per servizi pubblici a Corte Brugnatella. Quattro milioni di euro dello stesso plafond hanno invece permesso di finanziare, su tutto il territorio regionale, la costruzione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili che utilizzano risorse naturali presenti nelle zone rurali, come acqua e legname: si va dalle centrali con caldaie alimentate a cippato o a pellet alle reti di teleriscaldamento, da strutture per la distribuzione del calore a più fabbricati a soluzioni intelligenti per lo stoccaggio dell’energia prodotta, ai piccoli impianti idroelettrici.

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