Dopo la morte di due ragazzi

Statale 45, rimpallo di responsabilità e lampioni restano spenti

21 agosto 2019

Il contatore c’è. E riporta la fatidica dicitura: “Fari statale”. I cavi, però, sono scollegati. A chi compete allacciarli resta un costante mistero, un po’ come il buio che ogni sera regna su questo tratto di Statale 45 davanti all’Altro Village, dove nella notte fra il 29 e il 30 giugno scorsi i due giovani albanesi Xhulio Kaya e Ergi Skenderei sono stati travolti e uccisi da una Renault Twingo condotta da una donna, Irina Vetere, con un tasso alcolico di quasi cinque volte superiore al limite consentito.

A farsi carico dei lampioni, secondo Enrica Gazzola – titolare dell’osteria “La Pescarolina”, situata proprio di fronte alla discoteca -, dovrebbero essere i responsabili dell’Altro Village: “L’illuminazione ridurrebbe la pericolosità di questo tratto stradale attraversato da numerosi giovani, ma purtroppo è ancora spenta a distanza di due mesi dalla tragedia”. Gazzola è certa della sua affermazione perché nel 2010 firmò un documento in cui consentiva alla società “Bellitalia srl” – riconducibile all’imprenditore Luciano Arici e a capo dell’acquisizione dell’immobile della discoteca e ristorante conclusa nel 2009 – la possibilità di effettuare l’installazione dei fari e la posa dei cavi all’interno della sua proprietà privata, sul lato opposto dell’entrata del locale notturno.

“L’intervento – sottolinea la ristoratrice – era scaturito su input della Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo ed era interamente a carico della discoteca, con il consenso di Anas trattandosi di una zona di rispetto ai bordi della carreggiata. Il contatore fu posizionato nel cortile della nostra osteria. Per un po’ di tempo, i lampioni sono stati attivi. Da tre anni a questa parte, però, non sono più funzionanti”. 

Gazzola, insomma, è sicura che tocchi ai suoi “vicini di casa” – e non alla pubblica amministrazione – il compito di riaccendere la luce nella zona d’accesso all’Altro Village sulla statale 45.  Ieri, ottenere una risposta dai gestori della discoteca è risultato impossibile. “La Statale 45 è davvero rischiosa, le auto sfrecciano all’impazzata. Ogni tanto, i genitori e gli amici dei due ragazzi morti vengono a pregare davanti ai fiori – racconta Gazzola -. È uno strazio. Bisogna collegare i fari il prima possibile, per evitare il ripetersi di una disgrazia simile”. Sulla questione, nei giorni scorsi, il consigliere comunale Massimo Trespidi, capogruppo di “Liberi”, ha depositato un’interrogazione urgente a risposta scritta per chiedere alla Giunta Barbieri di trovare una soluzione a questa situazione di stallo.

 

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