Isola di Stromboli

Anche un piacentino ha vissuto sulla propria pelle l’eruzione del vulcano

30 agosto 2019

Un boato improvviso. La pioggia di cenere. Le urla della gente. E la serenità di una vacanza interrotta da un momento all’altro. Anche il piacentino Roberto Uggeri, insieme a tanti altri turisti e residenti della piccola isola siciliana, ha vissuto sulla propria pelle la violenta eruzione di “Iddu”, il vulcano di Stromboli. L’uomo, sul posto insieme alla sua compagna, è riuscito a evitare il peggio. Ieri l’altro, infatti, il fazzoletto di terra nell’arcipelago delle Eolie ha registrato un’importante fuoriuscita di lapilli incandescenti e fumo dalla vetta della montagna, proprio nella stessa zona dove lo scorso 3 luglio era morto un escursionista colto di sorpresa dall’esplosione mentre passeggiava su un sentiero.

“Nuotavo sereno con gli amici e la mia compagna, Paola Gherardi, piacentina e medico veterinario. Eravamo usciti in barca, due ore prima, verso le dieci, per un giro dell’isola. Intorno a mezzogiorno, nelle acque cristalline di fronte a Ginostra, lato sud dell’isola, abbiamo sentito un boato assordante. Guardando la sommità del vulcano, in direzione del cratere, abbiamo visto una colonna di fumo, nera e densa. Siamo risaliti in fretta a bordo, e ci siamo allontanati a gran velocità, non sapendo se sarebbero precipitate pietre o lava incandescente e in quanto tempo. Mi sono protetto con quel che avevo: magliette, cappellini e teli da mare. Una volta attraccato al pontile, verso le dodici e trenta, sono tornato, a passo spedito, verso l’hotel”.

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