Piano sanitario speciale

Raduno alpini: 120 soccorritori, 30 ambulanze e 20 defibrillatori

15 ottobre 2019

L’arrivo di migliaia di persone nel fine settimana in città, in occasione del Raduno del Secondo Raggruppamento degli alpini, ha previsto la preparazione di un apposito piano sanitario definito dal 118 nell’ambito delle attività coordinate dalla prefettura.
Il piano prevede il potenziamento del numero di mezzi e di uomini a disposizione in ospedale e nei luoghi in cui si svolgerà la manifestazione per far fronte all’afflusso dei partecipanti e alle eventuali emergenze. Coinvolti, oltre al personale sanitario dell’Ausl, saranno anche i volontari di Anpas, Croce Rossa e Misericordia per un totale di circa 120 persone. In centro le pattuglie sanitarie avranno a disposizione anche le moto.
Venerdì 18 ottobre saranno già operativi gli stand gastronomici in centro storico e per questo si prevede l’arrivo di numerosi visitatori. A presidiare l’area saranno sei ambulanze e due mezzi avanzati come avviene per i Venerdì piacentini. Stessi numeri anche nella giornata di sabato 19 ottobre quando entrerà in funzione anche il PMA (Posto medico avanzato) ovvero una tenda a compressione che verrà posizionata in largo Bacciocchi (tra il liceo Gioia e il liceo Respighi) in cui saranno possibili sei ricoveri contemporanei per sgravare il pronto soccorso dai codici minori.
Domenica 20 ottobre, giorno della sfilata lungo le vie di Piacenza, oltre al Pma di largo Bacciocchi, ne è previsto un altro all’interno dell’area di ammassamento al Polo di mantenimento pesante di viale Malta. In centro le ambulanze a disposizione saranno nove e i mezzi avanzati tre.
Il Raduno sarà cardioprotetto grazie all’attività di Progetto Vita. L’Associazione, presieduta dalla dottoressa Daniela Aschieri, sarà operativa con 20 defibrillatori in centro storico, cinque con postazione fissa, mentre 15 saranno negli zainetti delle pattuglie appiedate come avvenuto in occasione dell’adunata nazionale del 2013.
Alle chiamate che verranno effettuate al 118 risponderà la centrale di Parma che si interfaccerà con l’unità di crisi sanitaria allestita in largo Anguissola a Piacenza.

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