Indagine dell'Università Cattolica

Centro storico, aumenta la presenza di giovani. Confesercenti: “Una città senza negozi è più povera”

28 ottobre 2019

Aumenta la frequentazione del centro storico da parte dei giovani e cambia il modo di fare acquisti. Piacenza viene giudicata accessibile e ordinata ma non eccessivamente bella, con parcheggi insufficienti ed eventi da promuovere meglio. E se a dirlo sono gli studenti che contribuiscono con 16 milioni di euro all’anno alla crescita del Pil piacentino sarà il caso di ascoltarli. I risultati arrivano da un’indagine condotta dall’Università Cattolica del Sacro Cuore in collaborazione con Confesercenti sui comportamenti di consumo dei giovani e sul futuro del commercio presentata oggi, 28 ottobre, nel corso di una tavola rotonda nella sede di San Lazzaro. Sono stati coinvolti quasi 600 studenti chiamati a rispondere ad alcune domande tramite un questionario. E’ stata analizzata la spesa media mensile degli studenti universitari: bene il settore degli affitti (oltre 5 milioni annui), i trasporti (3,2 milioni), la ristorazione (oltre 3 milioni tra pizzerie, bar, ristoranti, enoteche). Ma gli studenti, piacentini e non, chiedono di più alla città: di alzare il livello di offerta commerciale, giudicata “appena sufficiente”, e quella degli eventi e delle iniziative culturali.

Dall’indagine emerge come i consumi nei negozi al dettaglio e nei centri commerciali siano ancora prevalenti anche se il commercio on line rivela una crescita inarrestabile (circa 20% degli acquisti). Anche gli operatori piacentini dovranno ripensare alla qualità della propria offerta commerciale che viene valutata dagli universitari “sufficiente”. Per migliorare i giovani chiedono una card agevolata per gli acquisti, maggiore disponibilità di parcheggi, promozione degli eventi e più forti iniziative di marketing territoriale. Ed infine la valutazione sulla città, che non appare entusiastica: prevale l’aggettivo “ostile” su “accogliente”, e “noiosa” rispetto a “stimolante”. Mauro Bussoni, segretario generale di Confesercenti spiega: “Deve essere un lavoro corale, i commercianti sono importanti, l’amministrazione comunale pure e anche i cittadini devono fare la loro parte. Una cosa è certa: una città senza attività commerciali è una città più povera dove vengono a mancare punti di incontro, di aggregazione, di vivibilità e anche di sicurezza”.

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