Guardia di finanza

Commercialista gonfiava crediti Iva: 3 clienti arrestati, 17 denunce

27 novembre 2019

Un commercialista pavese, deceduto a ottobre, gonfiava i crediti Iva dei suoi clienti in modo da ottenere una maggiore imposta da compensare l’anno successivo. Qualcuno però si è insospettito e lo ha denunciato alla Guardia di finanza. Da lì è partita una complessa indagine e, nei giorni scorsi, le fiamme gialle hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare domiciliare nei confronti di 3 imprenditori e disposto il sequestro di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie, frutto dell’attività illecita, per oltre 1 milione e 100mila euro. Gli arrestati, due di origine italiana e uno macedone, sono accusati di frode fiscale compiuta attraverso l’utilizzo di false compensazioni delle imposte.

I provvedimenti, disposti dal Gip Luca Milani, su richiesta del Procuratore della Repubblica Antonio Colonna, sono arrivati al termine di un’indagine di polizia giudiziaria, avviata dai finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Piacenza, che ha consentito di accertare una complessa ed articolata frode fiscale per circa 4 milioni di euro, a firma di un commercialista e 16 imprenditori, tutti operanti nel territorio piacentino.

Nel corso delle indagini sono state raccolte testimonianze di oltre 40 persone che hanno confermato il modus operandi del commercialista, (anche lui destinatario di misura di restrizione personale se non fosse deceduto) che, in occasione della presentazione delle dichiarazioni fiscali, falsificava la documentazione contabile, gonfiando i crediti iva. I responsabili della frode sono stati denunciati per emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e false compensazioni Iva. Tra i clienti del professionista, vi era una società, operante nel settore edile, che annotava in contabilità costi fittizi documentati da false fatture emesse da una società totalmente sconosciuta al fisco.

Al termine delle attività sono stati individuati complessivamente 61 soggetti, già sottoposti ad accertamenti fiscali, illecitamente beneficiari di false compensazioni, dei quali 17 denunciati e gli altri sanzionati amministrativamente. Sono stati contestati oltre 2 milioni di euro di Iva evasa, crediti Iva inesistenti compensati per oltre 1,5 milioni di euro e costi non deducibili superiori a 600 mila euro.
Oltre ai 3 arrestati, la disposizione del sequestro dei beni ha riguardato anche altri 2 imprenditori complici della frode.

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