Sofia Sartori, piacentina ingegnere aerospaziale in Olanda

03 Gennaio 2020

La passione per la matematica nata al liceo Respighi di Piacenza e il fascino del film “Top Gun” sono stati alla base della scelta della facoltà di Ingegneria aerospaziale frequentata a Torino per la piacentina Sofia Sartori, classe 1985, da pochi mesi residente a Leida, una cittadina olandese molto simile a Piacenza: “C’è anche il mercato al sabato – scherza Sofia che ha conservato una perfetta “erre” piacentina -; qui mi trovo molto bene, la gente è cordiale, i soufflé al formaggio sono buoni ma non come gnocco fritto e salumi”.

L’ingegnere piacentino, dopo la tesi a Seattle negli Stati Uniti e otto anni trascorsi alla Rolls Royce tra Inghilterra e Germania, è approdata alla compagnia aerea Transavia per la quale si occupa di programmazione della manutenzione dei velivoli. Il primo giorno di lavoro, le donne che entrano in azienda vengono omaggiate con un mazzo di fiori.

“E’ un settore prevalentemente maschile – spiega Sofia Sartori – ma mi sono trovata sempre molto bene, se vedono che sei competente ti trattano alla pari. Io mi sono sempre sentita parte del gruppo. Anche nei meeting, di fronte a personaggi importanti del settore, fin dall’inizio mi hanno fatto esprimere la mia opinione. E’ una professione molto affascinante che mi sento di consigliare ai giovani”.

Dopo la laurea specialistica, la piacentina inviò il curriculum a diverse realtà italiane senza ottenere risposte. Le proposte, numerose, arrivarono da altri Paesi. “Quando vai all’estero ti rendi conto di quanto è bella l’Italia e del nostro stile di vita, unico al mondo – racconta Sofia -. Da questo punto di vista mi piacerebbe tornare ma non ho esperienze lavorative in Italia e molto spesso quando sento gli amici italiani parlare del mondo del lavoro non sento le impressioni positive che ho avuto io all’estero. Valuterò in futuro”.

Sofia è molto legata ai genitori e alla sorella, ama lo sport, fa parte di una squadra di nuoto e vive con il compagno irlandese Brian. La 34enne quest’anno non ha potuto fare rientro a Piacenza in occasione delle festività natalizie perché tra pochi giorni nascerà il primogenito Sidney. “Abbiamo organizzato un Natale metà italiano e metà irlandese – racconta -; i miei genitori producono vino e ci hanno inviato alcune bottiglie per festeggiare”.

 

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