Salute della donna

Sanità: oscar in rosa a Piacenza. Massimo punteggio nazionale

23 gennaio 2020

Per la quinta volta consecutiva, gli ospedali piacentini ottengono tre bollini rosa, il massimo riconoscimento nazionale per l’attenzione alle specifiche esigenze dell’utenza femminile. Il prestigioso premio arriva dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, fondazione da sempre impegnata sul fronte della promozione della medicina di genere. I bollini sono attribuiti, dal 2007 in poi, agli ospedali che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie femminili. Tre i criteri di valutazione con cui sono stati valutati gli ospedali candidati: la presenza di specialità cliniche che trattano problematiche di salute specificatamente femminili e patologie trasversali ai due generi che necessitano di percorsi differenziati, di percorsi diagnostico-terapeutici e di servizi clinico-assistenziali in grado di assicurare un approccio efficace ed efficiente in relazione alle esigenze e alle caratteristiche psico-fisiche della paziente e di ulteriori servizi volti a garantire un’adeguata accoglienza e degenza della donna tra cui il supporto di volontari, la mediazione culturale e l’assistenza sociale. Piacenza ha basato la propria candidatura su una ventina punti, che riguardano altrettante sfere di attività in cui è prevista un’attenzione particolare alla presenza di pazienti di sesso femminile.

Ecco le attività che hanno permesso a Piacenza di ottenere l’oscar in rosa:

Cardiologia: c’è un’attenzione particolare a tutte le problematiche cardiovascolari della paziente oncologica, con focus sulle complicanze legate alle terapie.
Dermatologia: sono attive la terapia fotodinamica e asportazione a shave (tecnica chirurgica che utilizza un bisturi o elettrobisturi) per rimuovere piccole lesioni.
Diabetologia: sono attivi un counseling per le pazienti in età fertile e un percorso di cura del diabete gestazionale rivolto anche alle donne extracomunitarie. Dietologia e Nutrizione clinica si occupano della diagnosi e cura dei disturbi del comportamento alimentare con presa in carico multidisciplinare di internista, psichiatra, dietista e psicologo.
Endocrinologia: è attivo un percorso dedicato alle pazienti con patologie oncologiche tiroidee.
Geriatria: disturbi cerebro vascolari e ipertensione, del movimento, alimentari e dismetabolici e cognitivi sono affrontati con una particolare attenzione alle problematiche del genere femminile.
Ginecologia e Ostetricia: sono proposte tecniche non farmacologiche per il travaglio nelle gravidanze a basso rischio. Per le donne con problematiche di incontinenza urinaria c’è l’opportunità di effettuare interventi di chirurgia mininvasiva. Sono inoltre utilizzate tecniche chirurgiche salva utero. Il reparto ha attivi percorsi dedicati alle donne con patologie infettive, cardiologiche, diabetiche e disturbi della coagulazione. Sul fronte della Medicina della riproduzione, sono attivi percorsi multidisciplinari di presa in carico delle coppie con ridotta capacità riproduttiva: a questa attività collaborano biologi, uroandrologi, ginecologi e medici endocrinologi.
Neonatologia di Piacenza: è punto di riferimento ospedaliero per ricoveri di bambini non residenti in Italia, con cardiologia congenita in fase pre e post operatorio, secondo un accordo regionale sottoscritto con l’ospedale Malpighi di Bologna. In reparto si fa cantoterapia in Patologia neonatale. La Pediatria: è centro di riferimento per l’Area Vasta Emilia Nord (quindi da Piacenza a Modena) per i disturbi del comportamento alimentare in età evolutiva, per le malattie del sangue congenite non maligne e le malattie metaboliche ereditarie. Sono attivi ambulatori dedicati alla genetica e alla Sindrome di Down.
Neurologia: tra i tanti progetti, è attivo un programma dedicato alla sclerosi multipla in gravidanza. Sono previste attività motorie e attivazione cognitiva in collaborazione con Aism. Per le donne che soffrono di emicrania catameniale (durante il ciclo mestruale) sono previsti trattamenti dedicati. È attivo anche un percorso Alzheimer.
Il progetto Seta (acronimo di Seno e Terapia Alimentare) coinvolge invece l’Oncologia ed è finalizzato a proporre i concetti basilari della dieta come strumento per la prevenzione delle recidive del tumore al seno. Nello stesso reparto, sono attivi anche incontri di make-up per le donne in trattamento (La forza del sorriso). Durante l’anno si svolgono gruppi di supporto esperienziali e una sfilata a tema per la consapevolezza di sé. Nell’ambito dell’Oncologia ginecologica, si effettuano interventi di chirurgia minivasiva. È attivo un programma aziendale per le pazienti con disturbi del comportamento alimentare coordinato dal dipartimento di Salute mentale e dipendenze patologiche.
Reumatologia: sono previsti percorsi dedicati alle donne affette da fibromialgia, artrite reumatoide, connettiviti, osteoartrosi e osteoporosi, con approccio terapeutico multidisciplinare.
Tumore al seno: l’azienda mette a disposizione delle donne la Breast Unit, un team multiprofessionale e interdisciplinare, che prende in carico la paziente dalla diagnosi alla terapia alla riabilitazione. Il gruppo si confronta e aggiorna con cadenza settimanale. È inoltre stato attivato un programma per chi è ad alto rischio di sviluppo del tumore. La Senologia chirurgica garantisce la presa in carico di tutti casi di ricostruzione e chirurgia oncoplastica. L’equipe ha grande esperienza nella ricostruzione mammaria one step con tecnica prepettorale. Sono previste diverse attività di ricerca clinica multicentrica e campagne di sensibilizzazione sui corretti stili di vita.
Urologia: è impegnata in attività di oncologia urologica, di diagnosi e trattamento della calcolosi urinaria, dell’ostruzione cervico-uretrale, della patologia uroginecologica e dell’incontinenza urinaria.

L’Ausl di Piacenza ha inoltre siglato un protocollo d’intesa con le Forze dell’Ordine in tema di violenza sulla donna. Infine, nell’ambito dei servizi sull’accoglienza, il progetto L’ospedale cresce con noi sta consentendo di ripensare gli spazi dedicati alla cura di mamme, bambini e ragazzi. OSPEDarte ha permesso invece di organizzare eventi di intrattenimento per permettere ai ricoverati di passare qualche momento di sollievo.

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