“Disabili traslocati dalle case popolari, il nostro appello inascoltato”

11 Febbraio 2020

“Alcuni disabili residenti nelle case popolari sono stati costretti a cambiare alloggio, nonostante i diversi appelli della nostra associazione”. È questo il casus belli che ha portato il piacentino Pietro Tansini a dimettersi dalla presidenza provinciale dell’Associazione nazionale invalidi civili (Anmic). “La sigla di rappresentanza dei portatori di handicap è stata inascoltata dall’amministrazione comunale. Ho lasciato l’incarico perché, a fronte della rigidità della Giunta Barbieri, purtroppo non è stato possibile tutelare i nostri iscritti”.

Il caso a cui si riferisce Tansini è cominciato nove mesi fa, quando l’Anmic – insieme all’avvocato Sara Carsaniga – aveva incontrato i servizi sociali del Comune per chiedere di evitare il trasloco di due cittadine invalide dalle loro case popolari (ritenute troppo grandi rispetto al numero di persone residenti). L’associazione aveva proposto all’amministrazione comunale una sorta di criterio “salva-disabili” nell’ambito delle misure di trasferimento dagli alloggi Erp sottoutilizzati: “Ma le nostre tesserate – ricorda Tansini – hanno dovuto comunque firmare lo spostamento in un appartamento più piccolo, dovendo quindi fare a meno del contesto abitativo che si erano costruite su misura nell’arco del tempo”. E per questo l’ormai ex presidente provinciale dell’Anmic ha scelto di fare un passo indietro dal ruolo di rappresentanza della categoria.

Sul punto, però, l’assessore ai servizi sociali Federica Sgorbati ritiene opportuno precisare “l’impegno dell’amministrazione per tutelare le fasce deboli”. Inoltre, l’assessore ricorda a Tansini che “la legge regionale prevede che la mobilità d’ufficio sia attivata per eliminare gravi condizioni di sottoutilizzazione degli immobili. A proposito delle due iscritte dell’Anmic – prosegue Sgorbati -, una posizione si è già chiusa con la scelta di accettare un nuovo appartamento e l’altra è ancora pendente in attesa di documentazione integrativa. Pare veramente incongruente l’atteggiamento dell’ex presidente dell’Anmic che impedisce di fatto ai nuclei composti da tre persone e oltre di vedersi assegnare un alloggio popolare”.

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