Coronavirus

Nella “zona rossa” del Lodigiano scattano i blocchi stradali. “Sembra di essere in guerra”

23 febbraio 2020

Scatta la cintura di protezione della zona rossa, nel Lodigiano, prevista dalle misure annunciate dal governo per l’emergenza coronavirus. Da questo momento le forze dell’ordine hanno allestito sulle strade posti di controllo per informare gli automobilisti che chi entra nel territorio non potrà più uscire. Allo stesso modo chi si allontana non potrà più fare ritorno.

“NON USCIRE DALLA CINTA DI SICUREZZA” – “Invitiamo tutti i residenti dei dieci Comuni lombardi compresi nella cintura di sicurezza a non uscire dalla fascia stabilita dalle autorità, per non correre il rischio di portare il virus fuori dai confini”. L’appello arriva dalle autorità dei paesi della bassa lodigiana confinati per sicurezza, nei quali – secondo alcune testimonianze – vari residenti escono dal confine di sicurezza per recarsi a fare spesa nei supermercati. In uno di questi, esterno alla cintura di sicurezza, lavorano tanti piacentini, che si troverebbero quindi esposti a rischio contagio. “Un comportamento che viola le disposizioni e, se portatori di virus in incubazione, mette a rischio altre persone” è il significato del messaggio. L’invito è quindi quello di attenersi alle indicazioni delle autorità, e di rivolgersi ai punti vendita interni alla cintura di sicurezza per gli acquisti di beni di prima necessità.

ATTIVI I NEGOZI ALIMENTARI – La Prefettura di Lodi rende noto che nei comuni interessati dell’Ordinanza del Ministro della Salute del 21 febbraio, “i lavoratori impiegati nei servizi essenziali sono ammessi al lavoro previa verifica quotidiana dello stato di salute, con riguardo ai sintomi e segni della COVID19 a cura dei datori di lavoro”.

“SCENARIO DI GUERRA” –  “Sembra di essere in guerra: siamo fermi, i negozi sono chiusi, solo i supermercati sono aperti qualche ora al giorno. Entriamo scaglionati, ma qui carne non ce n’è più e non sanno quando arriverà perché arriva tutto da fuori. La gente ha paura”. Così un cittadino di Casalpusterlengo, uno dei dieci comuni del Basso Lodigiano interessato dalle misure straordinarie adottate dal governo per l’emergenza coronavirus.

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categorie: BASSO LODIGIANO Cronaca

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