Lo sport si ferma per il coronavirus, in ginocchio società e gestori

04 Marzo 2020

Piscine chiuse, campi da gioco desolatamente vuoti, palestre off limits. Lo stop imposto agli impianti sportivi per l’emergenza coronavirus sta mettendo in ginocchio i gestori. “Speriamo di poter riaprire lunedì prossimo – dice Luca Ferrari, direttore del polisportivo Franzanti di Piacenza, gestito dalla società Futura -. Stiamo approfittando della pausa forzata per sistemare gli impianti, vogliamo rassicurare i nostri clienti: troveranno strutture ancora più accoglienti e troveremo il modo di rimborsarli per le attività sospese”.

Grande preoccupazione, ovviamente, anche tra dipendenti e collaboratori. “Ci sono professionisti sportivi costretti a non lavorare a causa della precarietà del sistema contrattuale sportivo nazionale; per non parlare del danno economico alle Associazioni sportive dilettantistiche che spesso si accollano giá costi di manutenzione agli impianti e costi di utenze esorbitanti”, dicono gli operatori piacentini.

Anche lo sport in provincia sta risentendo della situazione creatasi con il diffondersi del virus dalla Cina. “Lo sport agonistico è stato penalizzato a causa della sospensione repentina degli allenamenti, atleti che si sono preparati tutto l’anno per competizioni importanti valide per le qualifiche ai Campionati Italiani invernali, hanno perso tanti giorni di allenamento in un momento clou della stagione”, lamentano Andrea Frovi, presidente Total Sport Asd, e il vice Mario Dadati, gestori di tre impianti sportivi nella provincia di Piacenza, tra cui il Centro sportivo di Vigolzone, e direttori tecnici della squadra agonistica di nuoto Nino Bixio Piacenza. “Impianti sportivi – sottolinea Dadati – che raccolgono un grande bacino di utenza e offrono servizi importanti, rischiano di non riuscire a sostenere lo stress finanziario di queste settimane, l’onda lunga delle proroghe agli abbonamenti dei clienti, unitamente ai costi fissi ed alle attività azzerate, sono sostenibili solo per brevi periodi di tempo. Chiediamo che i nostri rappresentanti sia locali che nazionali mettano in atto tutte le azioni necessarie per la tutela di territorio e comunità”.

Umberto Raimondi, presidente di Virtus Pontedellolio e direttore tecnico della Calypso nuoto pinnato, non usa mezzi termini: “Tutti questi divieti hanno bloccato il mondo sportivo piacentino, hanno insinuato il dubbio nella testa dei cittadini che lo sport può essere contagioso e pericoloso. Ci dispiace dover ancora una volta constatare che lo sport è l’ultimo dei pensieri di chi ci governa. Vedere aperti bar, ristoranti ed altri locali di aggregazione frequentati da pubblico eterogeneo e non controllabile, mentre sono chiuse le nostre piscine e palestre, benché frequentate da atleti con certificato medico ed idoneità sportiva, mette molta tristezza”.

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