Nuovo decreto: le reazioni dei sindaci Fontana, Gandolfi e Veneziani

08 Marzo 2020

Domenica che segna una data molto importante sul fronte della lotta al contagio da Coronavirus. Nella notte, un importantissimo decreto del presidente del Consiglio dei Ministri ha imposto a Piacenza e alla provincia misure sempre più stringenti in questa strenua battaglia.

Tante le reazioni da parte dei cittadini che cercano di capire come cambierà la quotidianità, ovvio che anche per i sindaci si tratta di momenti di forte impegno nella loro attività di guida dei cittadini.

Lucia Fontana, sindaco di Castel San Giovanni, Romeo Gandolfi, Fiorenzuola, e il primo cittadino di Rottofreno, Raffaele Veneziani, rappresentano 41.326 piacentini: così hanno commentato i provvedimenti assunti dal Governo centrale.

LUCIA FONTANA – Sindaco di Castel San Giovanni
Dopo un breve periodo di autoisolamento che mi sono precauzionalmente imposta, oggi è arrivato l’esito del tampone di alcuni giorni fa: sono stata anch’io contagiata dal corona virus. Sento ora più che mai il dovere di parlare a tutti i miei concittadini. Le ultime due sono state settimane di lavoro intensissime per mantenere costanti contatti con la Prefettura, l’Azienda Sanitaria, il nostro ospedale, con tutti gli altri sindaci della Provincia, i miei assessori e i dipendenti comunali, con i rappresentati di tutte le categorie e direttamente con tanti di voi. Lavoro intenso e sotto stress perché è inutile negare che nessuno di noi amministratori era preparato ad affrontare una simile emergenza. Da quando vivo isolata, pur avendo qualche problema in più per organizzare la mia vita (e ahimé quella dei miei famigliari) non mi sono più sufficienti nemmeno due batterie del cellulare al giorno. Ma solo così è possibile avere una visione chiara dell’evolversi della situazione, della sua gravità e dell’assoluta importanza che assume il comportamento responsabile di ognuno di noi. Tutti conosciamo almeno un medico: magari lo è un nostro genitore, o un nonno, o un figlio, o anche solo un amico. Chiedete a lui quale battaglia stanno oggi combattendo medici e infermieri. L’ho personalmente constatato visitando il nostro ospedale: un ambiente con persone eccezionali, serene e determinate pur lavorando in condizioni di costante emergenza. Se oggi sembrano pesarvi alcuni decreti o ordinanze, che indubbiamente limitano le nostre libertà e incidono negativamente sule nostre attività, pensate a loro. Noi tutti dobbiamo aiutarli per evitare che il sistema sanitario collassi. E allora più che guardare alla lettera di decreti e ordinanze, magari per individuare una smagliatura della quale approfittare, oggi è importante coglierne lo spirito: cambiate temporaneamente stile di vita, rispettate le norme e tutto ciò che il mondo medico ci chiede (stamattina su Libertà lo stesso Dr. Pagani). Lo dobbiamo a quelli che oggi rappresentano la nostra parte migliore, lo dobbiamo appunto a medici e infermieri che lottano negli ospedali, in prima linea contro un nemico forte e subdolo. Glielo dobbiamo sotto l’aspetto civico, ma direi anche e soprattutto morale. Quanto a me nessun problema: non ho sintomi e sono comunque serena, preparata e come sempre…..positiva (passatemi la battuta). Distribuirò le deleghe tra i miei assessori, ma questa epidemia voglio seguirla in prima persona. State tranquilli che dovrete sopportarmi ancora per oltre quattro anni: uniti rilanceremo la nostra vita sociale e la nostra economia e ci riapproprieremo di quella normalità quotidiana che, passati questi mesi così duri, ci apparirà straordinaria. Tutto a tempo debito. Un abbraccio.

ROMEO GANDOLFI – Sindaco di Fiorenzuola
Così anche la nostra provincia è diventata zona con forti restrizioni.

Un destino tutto sommato prevedibile, se si pensa che solo un ponte e qualche chilometro separano Piacenza dalla provincia di Lodi già destinataria dei provvedimenti più restrittivi del DPCM del 1° marzo 2020.

Certo: le misure previste dal Decreto firmato nella notte dal Presidente del Consiglio sono particolarmente severe e stringenti: una limitazione della libertà di tutti per cercare di ovviare alla leggerezza e alla mancanza di assunzione di responsabilità di pochi che anche in questi giorni recenti non sono mancate.

D’altro canto, la pervasività e la dinamica della diffusione del contagio, che sembra in lieve remissione, non concedono tregua e tutti noi in modo responsabile dobbiamo accettare di contribuire con i nostri sacrifici grandi e piccoli alla vittoria sul Coronavirus.

Questo periodo di limitazioni potrebbe essere prorogato? Oggi non si è in grado di rispondere, ma direi che DIPENDE DA NOI. La durata di questa situazione dipende dalla nostra capacità di sacrificio, dalla nostra disponibilità a osservare le regole base: quella di stare a casa innanzitutto e di osservare i comportamenti di igiene previsti e le prescrizioni di distanza sociale. Più le rispettiamo, prima ne usciamo. Ancora una volta, abbiamo il dovere di lavorare tutti insieme o tutti insieme pagheremo le conseguenze della nostra leggerezza.

Per questo mi rivolgo ai miei concittadini chiedendo loro di non abbassare la guardia e di collaborare attivamente così che questo periodo di difficoltà possa quanto prima fare posto alla ripresa della nostra abituale modalità di vita e convivenza, anche se, mi auguro, arricchita da una rinnovata e più responsabile consapevolezza.

RAFFAELE VENEZIANI – Sindaco di Rottofreno
Tanto tuonò, che piovve.
Ecco il nuovo decreto. Leggiamolo insieme nelle parti più importanti, o almeno proviamoci.
A) Ci è imposto di EVITARE GLI SPOSTAMENTI. Chi è fuori dalle zone indicate può rientrare, chi è a casa può muoversi per andare al lavoro, per necessità o motivi di salute. Arriverà chiarimento su cosa significhi mobilità interna ed esterna, ma credo sia piuttosto evidente che si parla di mobilità interna tra le Province indicate ed esterna al di fuori di esse. Cioè noi possiamo stare in Provincia di Piacenza, sino a espresso divieto contrario. E’ la “punizione” per tutti per la leggerezza di pochi, come la “nota di demerito” a tutta la classe per il fatto che pochi facevano casino. E’ colpa di quelli che ne approfittavano per una vacanza, anzichè rispettare l’ordine di stare a casa.
E’ grave? SI.
E’ inaccettabile? NO, perchè chiunque con un po’ di sale in zucca non avrebbe dovuto avere programmi di viaggio nelle prossime settimane.
Se siamo arrabbiati è quindi solo perchè eravamo pronti a trasgredire questo semplice precetto. Io sono pronto a rispettarlo anche oltre la mia quarantena.
E’ una prigione grande quanto una Provincia, tranquilli, non staremo stretti. Niente panico o claustrofobia.
B) tutti siamo invitati a STARE IN CASA, ma chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre ha l’OBBLIGO DI STARE IN CASA ed evitare contatti sociali. Punto. Facile, no?
C) i sottoposti a QUARANTENA hanno il divieto assoluto di spostamento dalla propria abitazione. E’ semplice, ma le sanzioni sono di natura penale. Occhio, quindi, a prenderla con leggerezza.
D) e’ SOSPESA OGNI MANIFESTAZIONE SPORTIVA. Si possono allenare a porte chiuse SOLO i PROFESSIONISTI o i partecipanti a competizioni nazionali o internazionali, in presenza di personale sanitario.
E) siamo invitati a prendere congedi e ferie, ed i datori di lavoro a concederli. Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di ferie sprecate, di un invito pensato a danno dei lavoratori, ma forse vale la pena sacrificare qualche giorno di ferie quando in ballo c’è la salute.
F) non si va a sciare, gli impianti sono chiusi, Penice compreso. Ma anche in questo caso è la sanzione collettiva agli irriducibili che hanno affollato le piste nella giornata di ieri, trasmessi in mondovisione a farsi beffe degli inviti in materia di salute pubblica. Nota di classe n. 2
G) sono SOSPESE TUTTE LE MANIFESTAZIONI e le ATTIVITA’, non importa se in luogo pubblico o privato aperto al pubblico. Vale per OGNI genere di attività ricreativa, culturale, comprese discoteche, pub, cinema,. teatri ecc… l’elenco lo potete leggere nel DPCM.
I) Sono SOSPESE LE CERIMONIE CIVILI E RELIGIOSE. Ciò significa che si rinviano matrimoni, non si celebrano funerali, messe, inaugurazioni, commemorazioni, niente di niente. I luoghi di culto sono aperti se si rimane lontani per più di un metro; per una società con le nostre tradizioni è pesante, ed il mio pensiero va a chi non potrà onorare i propri cari con l’ultimo saluto a coloro che sono “andati avanti”.
L) CHIUSI MUSEI e luoghi di cultura.
M) sospesi tutti i CONCORSI PUBBLICI.
N) BAR E RISTORANTI sono CHIUSI DALLE 18.00 alle 6.00. TUTTI, ristoranti compresi.
Qui la misura è forte, ma è ancora una volta la punizione collettiva per le intemperanze degli oltranzisti dell’aperitivo, per gli organizzatori di Covid-party ma soprattutto per ciascuno di noi che se ne è fregato nei giorni scorsi. Nota di classe n. 3, tutti a rapporto dal Preside.
Ho detto lungamente che non è questione di orario, ma di affollamento, e dalle 18.00 in avanti è indiscutibile che l’affollamento sia maggiore. Però adesso – capiamoci – niente Happy Hour alle 17.00 o genitori che affollano i bar di giorno con ciurme di bambini e nonni al seguito… STATE A CASA, o sarà tutto inutile.
O) i NEGOZI RIMANGONO APERTI, ma SOLO se possono far rispettare le distanze ai propri clienti ed al proprio personale. Se ciò è impossibile, la SANZIONE è la SOSPENSIONE DELL’ATTIVITA’.
R) nei weekend sono CHIUSE le GRANDI E MEDIE STRUTTURE DI VENDITA + NEGOZI NEI CENTRI COMMERCIALI. La ragione è la stessa dei bar, nel weekend c’è più affollamento, e sta a ciascuno di noi evitare affollamenti durante i giorni infrasettimanali. Rimangono APERTE LE STRUTTURE ALIMENTARI, le FARMACIE e le PARAFARMACIE, ma SOLO se adotteranno misure per garantire il rispetto delle distanze tra le persone. In caso contrario, ne è disposta la CHIUSURA.
S) sono SOSPESE LE ATTIVITA’ di centri sportivi, palestre, piscine, centri culturali, sociali e ricreativi. Sono poche le cose da aggiungere a questo punto, la vita sociale è di fatto sospesa, ma ne va della salute di ciascuno di noi.
Ah, sono rinviati anche gli esami per la patente, ma non volevo aggiungere un altro screenshot.
Quanto durerà? Fino al 3 aprile.
Potrebbe essere prorogato? Non si sa, ma direi che DIPENDE DA NOI.
Il tempo di uscita da questa situazione dipende dalla bontà o meno della nostra osservanza di queste regole base: più le rispettiamo, prima ne usciamo.
Ancora una volta, lavoriamo tutti insieme o tutti insieme pagheremo le conseguenze della nostra leggerezza.

Veneziani aggiunge; credo che sarebbe auspicabile una modulazione degli aspetti sanzionatori tra la denuncia penale (sanzione durissima per la fedina penale) riservata ai casi di violazioni gravi e volontarie e invece sanzioni amministrative (pecuniarie o sospensive delle attività) per violazioni di minore rilievo, ma sapendo che il toccare il portafogli ha spesso un valore deterrente significativo.

Rimane comunque evidente che queste disposizioni saranno vane se le persone continueranno a riunirsi in luoghi ove questo è ammesso e dove non c’è controllo, come le piazze e i giardini pubblici.

Serve un’azione collettiva di protezione, sia individuale che di comunità. Oggi, purtroppo, i giardini pubblici erano affollatissimi dai troppi che hanno inteso questa situazione come una vacanza inaspettata.

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