Si valuta il rinvio al 2021: “Anche Piacenza sostiene questa soluzione”

15 Marzo 2020

Anche Piacenza appoggia lo slittamento di Parma capitale della cultura al 2021, a causa del duro colpo inferto dall’emergenza Coronavirus sul richiamo turistico del territorio emiliano. “La richiesta è un percorso condiviso – spiega l’assessore comunale alla cultura Jonathan Papamarenghi -. È strategico e fondamentale poter ripartire con manifestazioni importanti per Parma e ancor di più per Piacenza, appena passato questo periodo drammatico”.

Ad oggi, come disposto dai provvedimenti adottati, tutte le attività culturali sono sospese fino al 3 aprile e alcune di esse sono state purtroppo cancellate. Per non disperdere il grande sforzo sin qui compiuto e l’inestimabile patrimonio di eventi messi in cantiere da decine e decine di soggetti che questo grande progetto aveva evocato, si tentando di riprogrammare il maggior numero di iniziative nella seconda metà dell’anno o in molti casi l’anno prossimo. “Viviamo un momento di grande difficoltà – commenta l’assessore alla cultura del Comune di Parma Michele Guerra –, che investe con particolare forza il mondo della cultura, di fatto chiuso e che, nonostante i lodevoli tentativi di sperimentare canali alternativi di comunicazione e interazione artistica e culturale, è letteralmente travolto dalla terribile situazione che stiamo attraversando. Per quel che riguarda Parma 2020, in queste settimane stiamo prendendo contatto con tutti i responsabili dei progetti e cercheremo insieme di capire come si possa rimodulare il palinsesto di un anno che pare tuttavia gravemente compromesso, in attesa di capire se potremo essere Capitale Italiana della Cultura anche nell’anno 2021, decisione che darebbe a questa rimodulazione un respiro diverso”. Si attende infatti di conoscere la scelta del Governo.

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