Continuità assistenziale

Terapia anti-Covid, 226 pazienti curati a domicilio: “Non sempre tampone è necessario”

2 aprile 2020

Quasi 230 pazienti piacentini sono già stati curati a casa dalle squadre di pronto intervento attivate dall’Ausl. Lo comunica la dottoressa Anna Maria Andena, che dirige l’unità operativa del governo clinico territoriale. Ovvero l’ufficio sanitario a capo delle equipe mediche che – a partire da mercoledì scorso, 25 marzo – entrano direttamente nelle abitazioni dei cittadini con sintomi riconducibili al Coronavirus. “Dopo la segnalazione del medico di famiglia – spiega Andena – gli operatori si recano a domicilio per verificare lo stato di salute, misurare la saturazione del sangue e la febbre, effettuare l’ecografia toracica e avviare così il migliore percorso terapeutico”. Non tutti i pazienti vengono sottoposti al tampone da Covid-19: “Si tratta di un esame non sempre necessario: quando i medici individuano già i segni della polmonite, per esempio, il tampone non serve a dare elementi aggiuntivi sul quadro clinico del soggetto”.

L’Ausl di Piacenza ha predisposto dieci squadre di pronto intervento, per un totale di una ventina di medici selezionati su base volontaria. “Ogni giorno, a rotazione – specifica Andena -, ci sono quattro squadre in attività sul territorio. Dal 25 al 31 marzo, abbiamo intercettato 226 persone a domicilio”. Si ricorda che le unità di continuità assistenziale entrano in azione in base alle segnalazioni dei medici di base: non esiste perciò un centralino telefonico da contattare.

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