Sei infermieri volontari da Roma per aiutare i colleghi piacentini

04 Aprile 2020

Sono arrivati a Bologna da Roma 20 infermieri volontari, destinati alle strutture ospedaliere e sanitarie dell’Emilia-Romagna per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Sei sono destinati all’ospedale di Piacenza. Partiti dall’Aeroporto militare di Pratica di Mare, Roma, con un volo organizzato dalla Guardia di Finanza, fanno parte di un gruppo di 51 operatori che andranno in altre regioni colpite. I 20 infermieri si aggiungono ai 16 medici arrivati nei giorni scorsi in Emilia-Romagna e già operativi. Medici e infermieri rientrano nella task force permanente attivata dalla Protezione civile nazionale in supporto al personale sanitario delle regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Trentino Alto Adige, Piemonte e Valle D’Aosta, nelle quali la pandemia è particolarmente estesa.

“Ringraziamo di cuore questi professionisti che mettono il loro lavoro e la loro competenza a disposizione di malati e colleghi- hanno affermato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. E’ un aiuto prezioso che servirà ad alleggerire il lavoro dei tanti operatori del nostro servizio sanitario regionale, che stanno dando grande prova di sé e ai quali saremo sempre grati, e a rafforzare la lotta contro questa epidemia in una fase ancora molto delicata. Al primo posto, infatti, viene la salute delle persone e la cura dei pazienti, spesso in condizioni gravi. Un ringraziamento va anche al Governo e alla Protezione civile nazionale che stanno gestendo questo intervento rivolto ai territori più colpiti, a dimostrazione di come la collaborazione istituzionale sia ciò che serva: fatti concreti, ciò che si aspettano i cittadini e le comunità locali”.

Nel dettaglio, gli infermieri, che andranno tutti a rafforzare la rete di assistenza Covid, sono destinati in 6 all’ospedale di Piacenza, e altrettanti negli ospedali di Parma e Bologna. Altri due saranno attivi nel modenese, probabilmente nelle unità operative nel territorio per l’assistenza domiciliare. A tutto il personale sanitario volontario sarà garantito vitto e alloggio, grazie alla collaborazione di Protezione civile e Aziende sanitarie regionali.

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