La Croce rossa piange Antonio Righi. “Un uomo umile, con uno stile da ricordare”

09 Aprile 2020

La Croce rossa di Piacenza ha perso un altro pilastro del suo volontariato. Il coronavirus si è preso anche Antonio Righi, di 67 anni, un instancabile soccorritore sempre presente in sede e sui mezzi. Ha prestato la sua opera fino alla fine ma, dopo 12 anni di servizio, il virus ha purtroppo avuto la meglio anche su di lui.

“E’ un grande dolore per tutti, era una persona fantastica, sempre sorridente, una colonna della associazione. Perdiamo un amico e un collega,”. E’ con poche ma significative parole il presidente di Croce rossa Piacenza, Alessandro Guidotti, ricorda la figura di Righi, e prosegue: “Era sempre presente; amava l’associazione e oltre ai ruoli operativi prendeva parte anche alla vita associativa. I volontari di solito preferiscono l’operatività alle riunioni, ma Antonio faceva entrambe: sempre presente in sede, sempre disponibile ai turni di servizio, e poi partecipava anche alle riunioni della associazione. La viveva tutta, completamente. Righi è la quarta perdita per noi nelle ultime settimane – ha spiegato il presidente, due per covid e altrettante per altre cause, e per noi sono tutte perdite importanti”.

Una perdita che ha colpito tutti i volontari, i dirigenti e il personale della associazione. “Antonio in tutti questi anni ha svolto un po’ tutti i ruoli – ha spiegato Michele Gorrini, delegato di Area 3 Emergenze di Croce rossa Piacenza – ma il suo preferito era quello di soccorritore. Era un uomo umile, mai polemico, sempre disponibile”. Una disponibilità che lo portava ad essere presente spesso in sede, e a coprire 3 o 4 turni alla settimana sa 12 ore ciascuno.

“Non si tirava mai indietro, si adeguava subito a quello che c’era da fare – prosegue Gorrini -. Aveva un cuore grande, lavorava nel silenzio, con uno stile da ricordare e dal quale dovremo appendere molto”.

In pensione da qualche anno dopo aver lavorato alla Telecom, Righi era sposato e aveva un figlio. L’ultimo servizio in ambulanza il 4 marzo, poi il 7 il ricovero in ospedale per i sintomi del virus, contro il quale non è riuscito a vincere la sua personale battaglia. Eppure di battaglie ne aveva combattute tante, come ad esempio la missione in Emilia dopo il terremoto.

Dirigente e allenatore delle giovanili del Piacenza baseball, Righi era anche appassionato di calcio e faceva servizio di volontariato allo stadio e agli eventi sportivi.

“Ha fatto tanto per gli altri, ci mancherà tantissimo” è il pensiero unanime di chi lo ha conosciuto.

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