Bloccati a Santo Domingo: “Tornati a Piacenza grazie a Lele Mora”

21 Aprile 2020

Se la loro avventura fosse un film, non avrebbero dubbi sul titolo: “L’incubo di tre italiani dimenticati”. E nei panni dell’eroe – quantomeno ai loro occhi – ci sarebbe Lele Mora. Dopo due mesi e sei giorni, i piacentini Giovanni Borsotti, Marco Maggi e Maurizio Massari sono riusciti a rientrare in Italia: dalla fine di febbraio, infatti, erano bloccati a Santo Domingo a causa dell’epidemia da Coronavirus. “Teoricamente dovevamo rimpatriare lo scorso 6 marzo, ma l’emergenza sanitaria ha comportato la cancellazione dei voli. A sbloccare la situazione è stato Lele Mora, che è intervenuto per spronare le istituzioni ad aiutarci a tornare nel nostro Paese”.

Il famoso manager dei vip è un amico di lunga data di Borsotti. “Ci siamo rivolti a lui per cercare di salire su un volo diretto in Italia. Lele ci ha messo in contatto con un avvocato e un europarlamentare per accendere un faro sulla nostra grave condizione… Dopo pochi giorni l’ambasciata ci ha chiamato, non ce l’aspettavamo”. E i tre piacentini hanno potuto finalmente acquistare un biglietto aereo speciale Neos Air che ha fatto tappa anche ad Orlando (Stati Uniti) per recuperare altri compaesani intrappolati all’estero.

Borsotti, Maggi e Massari, rispettivamente 50, 56 e 72 anni, si trovavano nella Repubblica Dominicana per “valutare possibilità di sviluppo imprenditoriale nel settore alberghiero, in particolare di bed and breakfast”. Ne avevano approfittato ovviamente per ritagliarsi pure qualche momento di relax. Improvvisamente, però, anche l’isola caraibica è stata investita dall’ondata del Covid-19: “Ci siamo spaventati per la tenuta del sistema sanitario del posto, dato che i contagi aumentavano sempre di più. E gli ospedali di Santo Domingo, si sa, non sono conosciuti come eccellenze. Dall’oggi al domani tutti i voli sono stati annullati e noi siamo rimasti immobilizzati dall’altra parte del pianeta, in isolamento tra le mura di un residence. Ma per fortuna, anche grazie all’intervento di Mora – concludono i tre piacentini – siamo rientrati in Italia. Le nostre famiglie non ci credevano più”.

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