Ordine provinciale

Verso la Fase 2: “Anche il lavoro dei medici andrà riorganizzato”

23 aprile 2020

“Regole chiare e tempestive per la ripresa del lavoro in condizioni di ragionevole sicurezza, valutazione del rischio individuale di operatori sanitari, forze dell’ordine ed altri dipendenti della pubblica amministrazione, con accertamenti diagnostici (tamponi e test sierologici), disponibili anche per i privati cittadini e le aziende che li vogliano eseguire a proprie spese a scopo diagnostico e preventivo”.

Sono le condizioni che l’Ordine dei medici piacentino pone affinché i medici e gli odontoiatri posano programmare la ripresa della lor attività nelle strutture sanitarie, negli ambulatori e al domicilio dei pazienti in condizioni di sicurezza.

“E’ necessario riprendere l’attività sanitaria, perché le malattie oltre al Covid-19 non sono scomparse ma ci sono ancora – spiega il presidente dell’Ordine, Augusto Pagani – ed è necessario farlo nella massima sicurezza per tutti, sanitari e pazienti. Dobbiamo basarci su quanto imparato nella fase 1, senza trascurare l’importanza delle protezioni e mettendo in campo le attività che si sono mostrate fondamentali per la prevenzione. E poi – prosegue – saranno necessarie meno burocrazia e maggior informatizzazione. Sarà necessario riorganizzare il lavoro dei medici per renderlo tempestivo ed efficace”.

E’ la sintesi di quanto l’Ordine piacentino ha esposto in un comunicato, nel quale si legge: “Sicurezza non assoluta, per la verità, ma che si possa considerare idonea a ridurre il rischio di contagio professionale fra paziente e medico, fra operatore sanitario e paziente, fra paziente e paziente con le conoscenze ed i mezzi disponibili al momento, che dovranno essere sostituiti quando risulteranno superati ed inadeguati”.

Una premessa con la quale l’Ordine dei medici ribadisce che “è necessario uscire non appena possibile dalla fase emergenziale per riprendere con prudenza e gradualità a prestare la dovuta assistenza ai nostri concittadini anche per tutte quelle patologie, acute e croniche, che negli ultimi due mesi sono state erogate solo in urgenza poiché i pazienti affetti da Covid-19 erano molti e molto gravi e perché è stato ritenuto prudente procrastinare ogni prestazione differibile per ridurre il rischio di contagio che l’accesso ad un ambulatorio o ad una struttura sanitaria inevitabilmente avrebbe comportato”.

Inoltre l’Ordine dei medici piacentino ritiene necessario un cambiamento della propria organizzazione da parte dei poliambulatori e dei liberi professionisti, in modo particolare dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, che “rappresentano il collegamento (quasi) obbligato del cittadino paziente con la Ausl, l’ospedale, lo specialista, il servizio di Igiene pubblica, i servizi infermieristici”.

“L’avvio della fase 2 in ambito sanitario è ormai prossima – conclude la nota -, e per questo sollecitiamo da parte della Ausl, delle strutture private e dei colleghi la massima attenzione e puntualità nell’adeguamento della attività professionale alla nuova realtà nella quale ci troveremo ad operare purtroppo per lungo tempo ancora, memori della drammatica esperienza appena (parzialmente) passata”.

Comunicato stampa Consiglio OMCeO

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