Il sindaco Barbieri a Regione e Ausl: “Analisi e chiarimenti su decessi e contagi”

05 Maggio 2020

Il sindaco e presidente della Provincia di Piacenza Patrizia Barbieri torna a chiedere all’Ausl e alla Regione Emilia Romagna chiarimenti sui decessi avventuri durante l’epidemia da Coronavirus “per affrontare nel modo più prudente e ragionato questo inizio di Fase 2”. Per le stesse ragioni, Barbieri chiede inoltre l’approfondimento dei dati relativi ai contagi, le condizioni dei pazienti a domicilio e il piano di ripartenza della rete ospedaliera. In merito alla richiesta di screening a tappeto, la Regione ha annunciato test sierologici per 60mila piacentini dalla prossima settimana.

 

Ecco il post pubblicato su Facebook da Patrizia Barbieri:

“Ho chiesto ad Ausl e Regione di effettuare screening a tappeto e di approfondire lo studio dei dati per ridurre i rischi durante questa ripartenza.

Non possiamo azzerare i rischi, ma dobbiamo minimizzarli e per farlo è assolutamente necessario fare uno screening approfondito e massiccio sulla popolazione, cosa che ho richiesto all’Ausl e che auspico avvenga in tempi rapidi. Se in piena emergenza non è stato possibile, ora la cosa si può e si deve fare.

In questi giorni, proprio per affrontare nel modo più prudente e ragionato possibile questo inizio di “fase 2”, ho richiesto nuovamente all’Azienda sanitaria e alla Regione chiarimenti sui dati relativi ai decessi. Dobbiamo approfondire l’esame dei contagi per comprenderne l’andamento e verificare le zone del territorio in cui si sono maggiormente concentrati, questo affinché gli amministratori locali abbiano strumenti adeguati per valutare gli effetti della ripartenza.

Riguardo i pazienti a domicilio ho chiesto di sapere quali siano le loro reali condizioni sanitarie, suddividendoli anche per fasce di età. Occorre fare tesoro dell’esperienza maturata durante l’emergenza per gestire meglio i malati a casa, garantendo la possibilità ai positivi di poter fare la quarantena in un luogo che metta i conviventi al riparo dai rischi.

Siamo in attesa di un piano da parte dell’Azienda Sanitaria sulla ripartenza della normale attività ospedaliera e anche su questo tema è necessario avere le idee molto chiare e valutare ogni possibile rischio”.

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