Quasi 80 anni e non sentirli: “centauro” guarisce e torna in moto

18 Maggio 2020

“Dimissione di paziente Covid con un’ischemia cerebrale e tredici incidenti in motocicletta alle spalle”. Sulla cartella clinica i medici dell’ospedale di Piacenza lo hanno scritto a chiare lettere, forse con un pizzico di incredulitĂ : “Un centinaio di gravi lesioni e microfratture avvenute in passato”, in oltre mezzo secolo di vita sulle due-ruote. Ma il “centauro” Eugenio Anselmi, 79 anni il prossimo 9 giugno, non si è piegato nemmeno stavolta, malgrado il suo stato di salute giĂ  di per sĂ© vacillante. Il pensionato piacentino ha spazzato via il Coronavirus dopo quattro settimane di ricovero prima nel reparto Obi (Osservazione breve intensiva) del nosocomio cittadino e poi nell’ospedale da campo dell’ex Arsenale.

Qualche giorno fa Anselmi ha ricevuto l’esito tanto atteso: la doppia negativitĂ  al tampone da Covid, l’epilogo di un brutto periodo durante il quale non si è scoraggiato neanche per un secondo. E adesso è giĂ  pronto a ripartire esattamente da dove si era fermato: a bordo della sua moto, una sorta di appendice di corpo e anima. Nei prossimi giorni il 79enne tornerĂ  a solcare le strade della Valtrebbia, non prima di fare tappa nel suo ristorante di fiducia in Valtidone. “Mio papĂ  si è ripreso alla grande – dice il figlio Adriano – nonostante i molti traumi accumulati negli anni, che di certo non hanno reso semplice la guarigione dal Coronavirus. Ora si sta preparando a ricominciare i suoi giri in moto, cioè la passione che lo tiene in vita. Sono orgoglioso di lui, perchĂ© ha sconfitto questo nemico invisibile e si è rialzato con forza”.

La polmonite da Covid affrontata da Anselmi era tutt’altro che una passeggiata, ma il centauro-pensionato ne è uscito benissimo. E pensare che alle spalle, come per l’appunto specificato sulle cartella clinica, si porta tredici incidenti stradali e un’ischemia cerebrale. Insomma, non un toccasana per superare la malattia da coronavirus. “Ma ce l’ha fatta!”, ribadisce il figlio.

Oltre alla dedizione per la moto, Eugenio è molto conosciuto in città e provincia per essere stato un venditore ambulante di abbigliamento nelle piazze di Codogno, Piacenza e Castelsangiovanni. Le stesse piazze nelle quali torna anche oggi per dare una mano al figlio Adriano che ha ereditato il suo mestiere. Sempre in pista, quindi. Fino all’incontro-scontro col maledetto Coronavirus che lo ha costretto a riposarsi a lungo. I primi sintomi del contagio il 79enne li ha avvertiti lo scorso 29 febbraio: viso pallido e difficoltà a respirare. L’ambulanza lo ha portato d’urgenza nel polichirurgico di Piacenza. Dopodiché è stato trasferito all’ospedale da campo dell’esercito. Al termine di quattro settimane di flebo e tac, Eugenio è stato dimesso. E adesso, col doppio tampone negativo e l’allentamento delle restrizioni anti-contagio, può finalmente tornare in sella alla sua moto: verso la Valtrebbia e oltre.

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