Malika rimanda l’apertura del bar: “Ho tre figlie a casa da gestire, come faccio?”

20 Maggio 2020

“E le figlie dove le metto?”. La mamma-lavoratrice Malika Zouari sospira: “Lunedì non ho potuto riaprire il mio bar, non saprei a chi lasciare le piccole a casa da scuola”. La sua testimonianza tocca un punto nevralgico della fase due dell’emergenza Coronavirus: l’allentamento del lockdown e la riapertura di molte attività non sembrano tenere conto di un problema più che mai attuale, la gestione dei figli in assenza di supporti educativi. Perché se da una parte – decreto dopo decreto – il tessuto commerciale è tornato in moto, dall’altra gli istituti scolastici sono rimasti chiusi. “La didattica si è spostata tra le mura domestiche, e noi mamme abbiamo assunto un ruolo centrale, tra scadenze, compiti, verifiche e registro elettronico… Siamo diventate assistenti a trecentosessanta gradi. Insomma, per me era impossibile riaprire il bar tre giorni fa”.

Zouari è titolare della “Caffetteria Malika” in via Trento, il primo locale alcol-free di Piacenza inaugurato due anni fa con una forte motivazione etica: creare un luogo in controtendenza in cui i giovani possano rilassarsi senza il vizio dell’alcol. “È un’attività che mi dà molta soddisfazione – conferma Malika, di origine algerina – e mi spiace non aver riaperto sulla stessa tabella di marcia degli altri pubblici esercizi. Ma era infattibile, davvero”. La donna, infatti, ha tre figlie: Melissa (4 anni), Maya (10 anni) e Monia (15 anni). “Al mattino la più grande è impegnata con le lezioni online, dalle 8.30 del mattino alle due del pomeriggio. Frequenta il liceo Gioia, deve studiare parecchio. In più ha ricominciato gli allenamenti di atletica. La più piccola, Melissa, è un fiume in piena: continua a disegnare il parco, vorrebbe tornare a giocare all’aria aperta con le sue amiche. E Maya, invece, è iscritta alla quinta elementare e quindi sta vivendo il difficile passaggio alle scuole medie senza poter salutare le insegnanti e i compagni di classe. Mio marito lavora al polo logistico, non può continuare a chiedere permessi e cambi di turno. A Piacenza non ho nessun altro, perché i miei parenti vivono in Algeria. Come faccio a riaprire il bar? Maya e Melissa con chi stanno?”.

La mamma-lavoratrice, di certo, si sarebbe aspettata una prospettiva del tutto diversa: “In concomitanza con la ripresa del commercio, quantomeno, bisognava riavviare le scuole materne ed elementari per dare una mano ai genitori che devono tornare in negozi e aziende. Purtroppo, però, il clima di incertezza ha prevalso”. Per la prossima settimana Malika ha trovato una soluzione temporanea: “Proverò a riaprire la caffetteria il 25 maggio, ma solo in orario mattutino. Mio marito avrà i turni pomeridiani, perciò riuscirà a curare le nostre figlie. La ripartenza non sarà facile, il danno economico è elevato. Non ho dipendenti, faccio affidamento solo su me stessa. Ma darò il massimo, come sempre”.

© Copyright 2021 Editoriale Libertà