Quindicenne con neonato costretta a vivere assieme alla famiglia del compagno: giovane condannato

07 Luglio 2020

Costretta a vivere, a soli 15 anni, in un appartamento di 50 metri quadrati con il compagno diciottenne e altri famigliari di lui. La ragazza sarebbe stata inoltre maltrattata e sottoposta a violenze psicologiche dallo stesso fidanzato, di origini napoletane. Oggi, 7 luglio, in tribunale si è conclusa questa vicenda con una condanna a due anni per maltrattamenti per l’ormai ex compagno della giovane.

I fatti risalgono a circa tre anni fa: come emerso in aula la quindicenne, e il proprio bambino appena nato, avevano vissuto in un piccolo appartamento della Val Tidone con il fidanzato: assieme a loro anche altri quattro familiari del compagno, tra cui la mamma e la sorella. In questa situazione precaria il compagno della quindicenne l’avrebbe maltrattata in più di un occasione: per lei il giudice ha disposto un risarcimento di 15mila euro.

Al termine della requisitoria del pm hanno preso la parola gli avvocati difensori: entrambi hanno chiesto l’assoluzione per il loro assistito. Uno di loro ha ricordato che i famigliari dell’allora diciottenne sono “persone semplici e nulla di male è stato inflitto alla ragazza”. La difesa ha respinto ogni ipotesi accusatoria di convivenza obbligata e di pressione psicologica che la ragazza avrebbe subito secondo l’accusa, evidenziando l’assenza di denunce. Gli avvocati difensori hanno inoltre fatto sapere che valuteranno il ricorso in appello.

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