Scuola, Zavattoni: “Un mese all’inizio e ancora incertezze non risolte”

07 Agosto 2020

“A meno di un mese dall’avvio dell’anno scolastico, le scuole piacentine non sanno ancora come poter ripartire in sicurezza e in presenza. E questo nonostante l’enorme lavoro e il pressing a cui sono sottoposti dirigenti scolastici e tutto il personale, alle prese con un indicazioni e linee guida generiche e richieste di personale aggiuntivo che subiscono continui cambiamenti. Il tempo è scaduto. La scuola è la priorità per la ripartenza del Paese, quindi invece di affannarsi a ripetere che tutto va bene, sarebbe meglio fornire risposte concrete. Il protocollo di sicurezza è stato siglato solo in data odierna. Molti Dirigenti Scolastici non sanno ancora cosa succederà nel caso in cui a settembre/ottobre alcuni alunni presentassero sintomi influenzali. Cosa fare? Quali sono le risposte del Ministero?” Se lo chiede, in una nota, il segretario generale del sindacato scuola Flc Cgil di Piacenza, Giovanni Zavattoni.

“E’ vergognoso – scrive il sindacalista- che il cosiddetto personale aggiuntivo, venga assegnato solo sulla base del numero di alunni e delle richieste fatte dagli USR. Abbiamo espresso il nostro giudizio di contrarietà sui criteri di assegnazione che non rappresentano parametri oggettivi e lasciano ampio spazio alla discrezionalità degli Uffici Scolastici Regionali. Del resto il Ministero non ha ancora reso noti gli esiti dei confronti dei tavoli regionali, alcuni dei quali ci risultano ancora al lavoro, pur essendo l’organico materia di relazioni sindacali (informazione e confronto). Come mai una regione come l’Emilia Romagna ha meno personale aggiuntivo rispetto alla Calabria, alla Campania, alla Puglia? Come è possibile che ancora ad oggi Piacenza non sappia di quali risorse aggiuntive può disporre? Piacenza, martoriata dalla pandemia non può avere risorse inferiori rispetto a territori che non hanno avuto le stesse conseguenze. E’ inaccettabile. Non sono sufficienti le rassicurazioni di questi giorni che descrivono una scuola che funziona e che può ripartire nonostante tutto”.

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