“A Piacenza si continua a morire sul lavoro”. Commemorazione delle vittime della Pertite

08 Agosto 2020

A Piacenza, anche nel 2020, si continua a morire sul lavoro. Giusto qualche giorno fa, giovedì scorso, un operaio ha perso la vita dopo essere rimasto schiacciato da un silos che, improvvisamente, ha ceduto in una ditta di calcestruzzi Ciriano di Carpaneto.

Inevitabile, quindi, che la commemorazione per le 47 vittime e gli oltre 500 feriti delle Pertite, la fabbrica di caricamento proiettili di via Emilia Pavese che l’8 agosto 1940 venne sventrata da una doppia esplosione, assuma oggi un significato ancora più forte. Passano gli anni, infatti, ma ancora troppe persone salutano la famiglia, al mattino in tuta da lavoro, per non fare più ritorno la sera.

Così, questo 8 agosto in cui ricorre anche la Giornata nazionale del Sacrificio del Lavoro italiano nel mondo (in ricordo dei 136 minatori italiani che persero la vita nella miniera belga di Marcinelle, nel 1956) diviene occasione per riflettere, nella speranza di cambiare le cose, cambiare il mondo.

Il presidente di Anmil Piacenza, Maurizio Manfredi, intervenuto questa mattina durante la tradizionale cerimonia di commemorazione in piazzetta Pescheria, ha rivolto un appello al senso di responsabilità dei lavoratori. “Certe disgrazie, purtroppo, continuano ad accadere. Per questo è importante che siano gli stessi lavoratori a farsi carico della tutela della propria persona”.

Il discorso dell’assessore Erika Opizzi in occasione della commemorazione della Pertite

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