Coronavirus, preoccupa l’aumento di contagi: 67 nell’ultima settimana. Baldino: “Serve responsabilità”

23 Settembre 2020

“Non sono numeri confrontabili con quelli del periodo di marzo, ma quello che inizia a preoccupare è l’aumento del trend”. E’ il direttore generale dell’Ausl di Piacenza Luca Baldino a spiegarlo, illustrando i dati dell’andamento della diffusione epidemiologica Covid-19 nel Piacentino. I casi di positività nell’ultima settimana sono stati 67 (in quella precedente sono stati 36), con un rapporto sul numero di tamponi effettuati dell’1,3%, il più alto da inizio giugno, quando a metà mese il minimo era stato dello 0,2%.

“In crescita anche la percentuale di casi autoctoni (ovvero contratti sul territorio locale) rispetto a quelli importati (cioè provenienti dall’estero) – spiega ancora Baldino – è anche questo è un indicatore che la curva dei contagi sta iniziando a crescere, pur con numeri ancora piccoli, ed è destinata ad aumentare con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno”.

L’analisi dei dati dell’ultima settimana evidenzia che la fascia d’età maggiormente colpita è quella che va dai 18 ai 40 (36%), seguita da quella dei 41-64 anni (24%). Da notare comunque che la distribuzione dei casi di positività è equamente distribuita tra le due fasce 0-40 anni e dai 41 in su.

Buone notizie arrivano dai ricoveri in terapia intensiva, fermi sullo zero (tranne un caso, già risolto) da cinque settimane, mentre il numero medio settimanale di pazienti ricoverati per Covid è sotto i 20 da inizio agosto. Numeri esigui anche per quanto riguarda i decessi degli ultimi mesi, sempre relativi a persone di età superiore agli 85 anni e con altre patologie.

“Stiamo vivendo un periodo di basso carico sulla rete ospedaliera, ma l’allerta deve rimanere comunque alta – prosegue il direttore generale Ausl – e sta lievemente crescendo la preoccupazione a motivo dell’aumento dei casi positivi, non più riconducibili ai rientri dalle vacanze e dall’estero”.

Le raccomandazioni – importanti innanzitutto per la tutela della salute delle persone, ma di riflesso anche per l’economia e per l’impatto sociale –  sono sempre le stesse: rispettare le norme sanitarie di distanziamento sociale e uso della mascherina; segnalarsi al medico in caso di sintomi simili al Covid (febbre, tosse, variazione del gusto e dell’olfatto) il quale procederà con una valutazione e la eventuale segnalazione all’Ausl; restare a casa r prestare la massima attenzione ai contatti con i familiari nel tempo di attesa dell’esito del tampone (che attualmente viene prodotto in meno di 48 ore).
Atteggiamenti tutti riconducibili ad un fondamentale: il senso di responsabilità.

“La responsabilità non è solo delle istituzioni ma deve essere condivisa dalle persone – conclude Baldino -: atteggiamenti poco responsabili mettono a rischio la propria salute e quella dei familiare, e hanno un impatto gestionale della casa: ammalarsi o dover restare in quarantena rende più complicato, ad esempio gestire i figli”.

L’invito è quello di non temere di sovraccaricare la struttura sanitaria con test e tamponi: “Ci siamo strutturati per far fronte a molte richieste in tempo brevi – conclude Baldino -. Meglio un tampone in più che un contagiato in più”.

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