Disabili in crescita, Osservatorio sicurezza stradale: “Troppi ostacoli e poca sensibilità”

23 Settembre 2020

Barriere architettoniche insuperabili e scarsa sensibilità al tema sono ancora i due principali nemici della disabilità. Una fetta importante di cittadini resta “invisibile” e spesso viene abbandonata nei suoi bisogni. Solo gli incidenti stradali, per esempio, rappresentano un costante aumento di disabili, temporanei e permanenti, circa 25mila, l’ultimo dato disponibile, secondo l’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale”.

Il presidente Mauro Sorbi sottolinea come “anche nel mondo della scuola continui a crescere il numero di alunni disabili, nell’anno scolastico appena iniziato in Emilia-Romagna, i posti di insegnanti di sostegno sfiorano le 11mila unità: per l’esattezza 10.997 contro i 10.732 dell’anno precedente.
Nel dettaglio, a livello provinciale sono nel complesso: 2.191 a Bologna (895 in deroga); 2.043 a Modena (964); 1.530 a Reggio Emilia (698); 980 a Parma (454); 943 a Ravenna (444); 899 a Ferrara (401); 844 a Rimini (815); 806 a Forlì-Cesena (393); 761 a Piacenza (398).

Ma quali sono i principali ostacoli da superare? “Purtroppo persiste lo scarso rispetto civico che porta ad occupare gli stalli dei disabili da persone che non lo sono minimamente e questo è ancora più grave quando avviene all’ingresso e all’uscita delle scuole – spiega Sorbi – in occasione della diciannovesima edizione della settimana europea della mobilità che si chiude oggi, 22 settembre, abbiamo voluto approfondire il tema della mobilità dei disabili, chiedendo ad alcune associazioni di monitorare e segnalarci le criticità rilevate in ambito stradale. In primis ci siamo chiesti se tutte le amministrazioni locali comunali hanno predisposto il P.E.B.A. (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche).

CRITICITA’ SEGNALATE:
– Marciapiedi senza rampe di salita e/o discesa (anche in corrispondenza di attraversamenti pedonali). Il problema si risolverebbe eliminando il gradino;

– Marciapiedi occupati (da merce o biciclette parcheggiate selvaggiamente, ora si comincia a vedere anche qualche monopattino). Occorrerebbe sensibilizzare i negozianti, la cittadinanza tutta e collocare, senza intralcio delle rastrelliere;

– Piste ciclabili o promiscue con aumento della paura specialmente da parte dei disabili che le percorrono visto la maleducazione ed arroganza di monopattini e bici;

– Marciapiedi stretti perché occupati da alberi o lampioni; Dalle criticità summenzionate, deriva che si è costretti a circolare assieme ai veicoli, con tutti i rischi che ne conseguono, ovvero percorrere tratti di scomodissimo ciottolato, lastricato, o “San Pietrini”;

– Esercizi commerciali, anche nuovi o ristrutturati, con uno o più gradini, per i quali non è prevista alcuna soluzione di abbattimento o di entrata alternativa. Si potrebbe ovviare posizionando una rampa, anche mobile;

– Strade fessurate nelle quali si possono incastrare le ruotine anteriori della carrozzina. Sarebbe sufficiente asfaltare nuovamente;

– Percorsi pedonali sconnessi e nei quali, per evitare il transito dei motocicli, sono collocati fittoni che non consentono nemmeno il passaggio delle sedie a rotelle. Occorrerebbe posizionare i fittoni più distanziati;

– Parcheggi per i disabili collocati nelle vicinanze di muri che non consentono l’apertura della portiera lato passeggero (il disabile non è solo chi guida);

– Parcheggi per diversamente abili stretti nei quali non vi è sufficiente spazio per il carico o lo scarico del disabile o collocati in pendenza. Sarebbe necessario fare parcheggi più larghi, lontano da ostacoli e su terreno piano.

– Sottopassi molto ripidi. Si potrebbe ovviare mettendo “un pianerottolo” per fermarsi un attimo. Quest’ultimi sono, inoltre pericolosi perché sono percorsi da ciclisti, i quali non conducono il velocipede a mano, come dovrebbero. Il problema potrebbe essere risolto mettendo delle barre antirumore, che obbligano a moderare la velocità.

© Copyright 2021 Editoriale Libertà