Droga nei barattoli di caramelle: cinque in carcere. Contestate 850 cessioni di stupefacenti

08 Ottobre 2020

Le sostanze stupefacenti venivano chiamate caramelle e nascoste in barattoli. L’operazione che ha portato in carcere cinque persone si chiama “Candy shop”.
Nelle prime ore di questa mattina, giovedì 8 ottobre, a Piacenza, i carabinieri hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del Tribunale dei Piacenza su richiesta della Procura della Repubblica piacentina nei confronti di cinque persone ritenute responsabili – a vario titolo e in concorso tra loro – di “traffico e spaccio di sostanze stupefacenti”.

Le indagini hanno preso avvio nel giugno 2019 a seguito di una rapina avvenuta a Borgonovo Val Tidone che si era poi rivelata un regolamento di conti per debiti di droga. Gli accertamenti portati avanti dai militari del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Piacenza hanno consentito di individuare un gruppo di spacciatori di origini straniere (marocchini, albanesi e rumeni) che si riforniva di considerevoli quantità di cocaina dall’hinterland pavese, per poi cederla ad assuntori della provincia di Piacenza.
In particolare, gli arrestati occultavano lo stupefacente all’interno di cellophane bianco o arancione che veniva nascosto in confezioni per caramelle, nel tentativo di sviare ogni sospetto.
Nel corso delle indagini è stato eseguito un arresto in flagranza di reato nei confronti di un uomo albanese e il sequestro di diverse dosi di cocaina.
L’inchiesta ha consentito di dimostrare numerosi episodi di spaccio avvenuti a Piacenza e nell’hinterland pavese dall’estate 2018 per un totale di 850 fatti contestati alle persone arrestate.

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