“A Piacenza mille insegnanti precari. No ai concorsi nella pandemia”

09 Ottobre 2020

Una mobilitazione nazionale dei lavoratori precari della scuola, con numerose iniziative che avverranno nel pieno rispetto delle misure anti Covid-19. Ad annunciarlo sono le segreterie di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil scuola, Snals Confsal e Gilda Unams dopo la decisione del Governo di avviare, in un contesto di emergenza sanitaria come quello in corso, lo svolgimento delle prove del concorso straordinario e, a seguire, di un maxi concorso con oltre 500mila candidati.

Per quanto riguarda Piacenza, nella mattinata di mercoledì 14 ottobre, dalle 8.00 alle 10.00, è prevista un’assemblea online prima di recarsi dal prefetto, alle 10.30, per portare tutte le richieste e le proposte sindacali. Per la nostra città si parla di circa mille precari che, dal 22 ottobre al 9 novembre, sono pronti a prendere parte al concorso.

“In questa fase di pandemia, con i contagi ancora in corso e in continua crescita, riteniamo sia una scelta scellerata e senza logica fare un concorso straordinario di questo tipo, che farà muovere in tutta Italia più di 64mila persone quando abbiamo più di 120mila posti vacanti e circa 84mila cattedre da assegnare a tempo indeterminato” affermano gli esponenti sindacali Giovanni Zavattoni, Paola Votto e Salvatore Pizzo. “Bisognerebbe indire un concorso in uscita e non in ingresso, con l’incognita dei docenti in quarantena o impossibilitati a presentarsi alla prova a cui verrebbe negata la prova suppletiva. I precari sono stati trattati già sufficientemente male, da questo Governo e da quelli precedenti: chiediamo dignità per queste persone, che sono più del 30% dei docenti inseriti nelle scuole, e sono poi quelli che reggono e portano avanti il sistema”.

“I politici dovrebbero ascoltare e non creare problemi dove già ci sono: le scuole, sedi di questi concorsi, hanno piani Covid già molto complicati e questo concorso implicherebbe l’assenza dei docenti dalle proprie cattedre, con la grande difficoltà di sostituzione che stiamo verificando, visto che ci sono scuole che stanno ancora cercando e nominando i supplenti per completare l’organico”, continuano. “Un’ulteriore dimostrazione del fatto che chi fa le regole non è in grado di conoscere le conseguenze che poi tocca risolvere. Il comparto dei precari viene trattato senza alcuna cura; la missione della scuola è la formazione e in questo modo la si mette fortemente in dubbio».
«Proponiamo un concorso che stabilizzi i precari storici, ovvero persone che da almeno 3 anni insegnano, con una valutazione generale di idoneità al termine dell’anno scolastico: le nostre istanze sono serie e speriamo di essere ascoltati”, concludono.

“I precari vengono maltrattati in maniera sfacciata, e parliamo di persone che sono all’interno del comparto scolastico da tantissimo tempo. In Emilia-Romagna, gli avvisi ai candidati del concorso non riportano neanche l’ora di convocazione”.

Infine, per la nostra città, non meno importante la questione delle graduatorie con cui sono state assegnate le supplenze quest’anno: “Il sottosegretario del ministero per l’istruzione Bruschi con una circolare invitava le scuole a correggere le eventuali graduatorie provinciali sbagliate, eppure il provveditore di Piacenza non ha recepito questa nota” hanno segnalato Zavattoni e Votto. “Come sindacati avevamo chiesto ai nostri iscritti di inviare un reclamo in provveditorato in caso di anomalie di punteggio; le correzioni sono state effettuate in minima parte sulle graduatorie di infanzia e primaria, mentre non si sono verificate sulle quelle di superiori e medie. Sono state fatte nomine in base a graduatorie sbagliate e questo è gravissimo”.

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