“Gli anticorpi se ne vanno ma non è certo che ci si possa contagiare ancora”

13 Ottobre 2020


Gli anticorpi rilevati nel test sierologico effettuato nel mese di maggio sono spariti nell’esito del test ripetuto a settembre. Una condizione che ha allarmato soprattutto chi si era ammalato di Covid in modo serio. Il timore è quello di contrarre di nuovo il virus.
“Questa è un’area in cui non abbiamo ancora prove scientifiche – spiega Mauro Codeluppi, primario di Malattie infettive dell’ospedale di Piacenza -. Il virus nella sua globalità non è cambiato in modo da rendere automatico che si possa riprendere. Il tasso degli anticorpi però, non è l’unico indice di protezione, ci sono anche altri meccanismi come l’immunità innata oltre ai linfociti che, anche in assenza di anticorpi, possono avere memoria di questa infezione e si possono espandere in caso di nuovo contatto. Oggi non siamo in grado di dire con che modalità siamo esposti al virus nel momento in cui cadono gli anticorpi”.
L’invito è quello in generale di prestare la massima attenzione. “Se le strutture sanitarie sono interamente dedicate alla cura dei pazienti Covid, aggiunge Codeluppi – non possono trattare chi è affetto da altre patologie. Tanti malati di Covid mettono in pericolo le altre attività. E inoltre non possiamo permettere che il Paese si fermi, significherebbe povertà e incertezza”.

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