Vie e piazze chiuse, il sindaco Barbieri: “Decreto inapplicabile”

20 Ottobre 2020

Conciliare la tutela della salute e il proseguimento delle attività economiche. E’ un equilibrio difficile quello delineato dalla situazione attuale dell’emergenza sanitaria. Il nuovo decreto illustrato all’Italia dal premier Conte ha lasciato perplessità su numerosi fronti: scuole, trasporti, palestre, sport e soprattutto la chiusura di vie e piazze per evitare assembramenti. Potere inizialmente affidato ai sindaci ma nella stesura definitiva il riferimento esplicito ai sindaci è stato cancellato. Resta da definire numerosi aspetti: chiudere una via può provocare il trasferimento della movida in altre zone, a chi spettano i controlli, fino a che ora.

“Un decreto che così com’è inapplicabile, genera un caos totale. Serve chiarezza nella regole, vogliamo metodi interpretativi univoci. I sindaci hanno dimostrato di non avere problemi ad assumersi responsabilità ma servono regole chiare per non creare squilibri territoriali” ha dichiarato il primo cittadino di Piacenza, Patrizia Barbieri. Un’opinione condivisa dai sindaci dei comuni capoluogo e dei presidenti delle province che ieri sera, lunedì 19 ottobre, hanno incontrato in video conferenza il presidente della Regione Stefano Bonaccini. I sindaci hanno chiesto di essere rappresentati nella conferenza Stato-Regioni. La chiusura di piazze o strade verrà dunque affrontata dal prossimo Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto Daniela Lupo che vede la partecipazione dei rappresentanti istituzionali e delle forze dell’ordine. “Valuteremo la situazione sotto ogni aspetto, fondamentale è anche il parere dell’Ausl – aggiunge Barbieri –, si tratta infatti di provvedimenti di natura sanitaria. Bisogna tenere presenti tutte le componenti e le necessità, serve un’analisi lucida in una situazione difficile. Non dobbiamo inseguire le emozioni del momento. I provvedimenti devono essere efficaci e di aiuto”.

La Regione Lombardia intanto sta valutando un coprifuoco dalle 23 alle 5. In quella fascia i cittadini si potranno spostare solo per lavoro, necessità e salute.

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