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Scarpioni a Nel Mirino: “Non solo polmoni e cuore. Covid pericoloso anche per i reni”

23 ottobre 2020

Non solo polmoni e cuore: il Covid può causare danni anche ai reni. E’ quanto si è appreso ieri sera, 23 ottobre, a “Nel Mirino” in onda su Telelibertà, con la puntata condotta come sempre dal direttore Nicoletta Bracchi che ha analizzato il rapporto tra Covid e patologie a rischio.

In collegamento video sono intervenuti i referenti della sanità pubblica piacentina, che hanno fotografato la situazione attuale: Davide Imberti, direttore dell’unità operativa di Medicina Interna, Maurizio Bianco, responsabile dell’unità operativa diabetologia dell’ospedale di Piacenza, Roberto Scarpioni, direttore del reparto di Nefrologia e Dialisi, Daniela Aschieri direttore dell’unità operativa di cardiologia dell’ospedale di Castel San Giovanni e presidente di Progetto Vita, Luigi Cavanna, direttore del dipartimento di Oncoematologia dell’Ausl, e Cosimo Franco, direttore Pneumologia Utir dell’ospedale di Piacenza.

Lo studio condotto da Scarpioni lo conferma, il Covid prende anche i reni: “Sui 1.848 pazienti ricoverati tra marzo e aprile, 240, ossia il 14%, ha avuto insufficienza renale acuta. Un peggioramento, che all’ingresso del paziente nella struttura non c’era, che sta causando una mortalità doppia rispetto agli altri. Su questi, 17 pazienti hanno avuto bisogno di dialisi urgenti, e abbiamo un triste primato perché i nostri 50 pazienti complessivi sono la metà di tutta l’Emilia Romagna”.

Serve dunque preparazione in tutti i reparti come ha aggiunto Bianco: “Il mio reparto è operativo, lo è stato anche in lockdown. Operiamo in rete con la centralizzazione a Piacenza e sette ambulatori in provincia. Abbiamo un percorso detto di cronicità, porta alla condivisione del diabete con i medici di famiglia”.

Secondo Imberti sono necessari “due percorsi, uno per i pazienti Covid e un altro per i non Covid, nel periodo nero c’è stata una non cura per almeno il 50% della popolazione che non faceva più profilassi e cure”.

Aschieri ha evidenziato che “sono raddoppiati i casi di arresto cardiaco, i pazienti hanno avuto paura a venire da noi mentre ora non ne devono più avere, si devono appunto preservare due percorsi. A Castello siamo Covid-free, ci sarà un potenziamento delle sale operatorie”.

Franco ha posto l’accento sul fatto che “i percorsi in ospedale ora sono sicuri, oggi in terapia intensiva abbiamo tre pazienti. Ne stiamo vedendo alcuni che hanno pesanti conseguenze ai polmoni dopo aver avuto il Covid”.

Le cure vanno fatte sempre, Cavanna insiste sulla medicina territoriale: “Si deve cercare di curare di più sul territorio i malati di Covid, è mancata la prevenzione perché così l’attività chirurgica è rallentata e ci sono malattie che non possono aspettare. Dobbiamo anche portare conoscenza più che vietare”.

 

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