Cinghiali e peste suina africana: il grido d'aiuto di Confagricoltura Piacenza
Redazione Online
|5 anni fa

A Confagricoltura Piacenza giungono quotidianamente telefonate da parte degli associati per danni provocati dai cinghiali: a ciò si aggiunge tanta preoccupazione per il possibile diffondersi della peste suina africana, di cui questi ungulati sono vettori. Durante la stagione di caccia 2019-2020, inoltre, sono stati più di 2mila i cinghiali abbattuti nel territorio provinciale e quasi 26mila a livello regionale, nonostante ciò la situazione è ancora fuori controllo, tanto che a livello regionale si ragiona sull’affiancare piani di controllo mirati all’applicazione puntuale del piano faunistico. Parallelamente, la peste suina si sta diffondendo anche in paesi finora ritenuti indenni e il fronte endemico, rappresentato dalle popolazioni di cinghiali infetti, si sta progressivamente spostando verso la parte più occidentale dell’Europa. Ha già interessato la Germania con diversi focolai. Il problema è di portata tale che il ministero dell’agricoltura, di concerto con quello della salute, ha inviato nei giorni scorsi una proposta alla presidenza del Consiglio e delle altre amministrazioni competenti con l’obiettivo di approntare un programma di prevenzione mediante l’adozione di un piano organico di gestione e controllo dei cinghiali.
“Ci riprovo contro tutto e contro tutti – dichiara il presidente di Confagricoltura Piacenza Filippo Gasparini – sono sconsolato e convinto che sia inutile perché ho già percorso più volte tutte le strade istituzionali e non istituzionali ho e denunciato per l’ennesima volta un Paese disfatto. Sono stato spettatore sul mio fondo di come cinghiali prendono le strade dei fiumi per arrivare a dominare i campi, mi rassegno ormai a raccolti dimezzati e non faccio neppure più denuncia. Se ho deciso di occuparmene ancora una volta è solo per un senso di amore verso i soci che condividono questa situazione disperata”.
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