“Impegno contro il Covid”, associazione italiana di oncologia premia Cavanna

31 Ottobre 2020 13:09

Impegnato in prima linea, insieme ai propri collaboratori, nella lotta al Coronavirus. Grazie a lui, Piacenza può contare su Unità speciali che curano i malati di Covid a domicilio. Un metodo che è stato poi copiato e adottato a livello internazionale. Il professor Luigi Cavanna, primario del reparto di oncologia dell’ospedale di Piacenza, è stato premiato per l’impegno profuso nei mesi più duri della pandemia. Ogni anno, in occasione del congresso nazionale, l’associazione italiana oncologia medica (AIOM), durante la cerimonia inaugurale del congresso, premia personalità del mondo scientifico ed accademico. Due sono i premi che storicamente vengono assegnati: il premio in memoria dell’oncologo Gianni Bonadonna, e il premio alla carriera. Quest’anno è stato istituito un altro riconoscimento in memoria dell’oncologo Dino Amadori, recentemente deceduto, fondatore dell’Istituto Oncologico della Romagna, e dell’Istituto di Ricerca Oncologica IRCCS di Meldola. Dino Amadori ha sviluppato la ricerca e la cura oncologica, creando un gruppo di ricercatori di fama internazionale, e ha anche sostenuto in modo concreto le cure oncologiche in paesi poveri come l’Africa.

Il premio in memoria di Dino Amadori, nel primo anno della sua istituzione, è stato destinato all’unanimità da parte di tutto il Consiglio Direttivo di AIOM e dal presidente, al piacentino Luigi Cavanna, “per l’ impegno che ha profuso durante l’emergenza COVID-19, diventando un simbolo internazionale, in risposta alla pandemia”. Luigi Cavanna, nel suo breve discorso di ringraziamento, ha ricordato commosso Amadori, a cui era legato da un rapporto di stima ed amicizia e da cui ha imparato tanto della sua professione. “Siamo tutti cittadini del mondo – spiega Cavanna – ma tutti noi abbiamo le nostre radici, io sono piacentino e ricevo oggi un premio alla memoria di un grande medico: anche lui, come me, emiliano-romagnolo, è una coincidenza che mi commuove e che mi rende felice. Questo premio mi dà la forza e il coraggio di continuare con sempre maggiore impegno, non solo nella cura dei malati, ma anche nella difesa dei loro diritti e dei loro bisogni, soprattutto in un periodo drammatico come quello che stiamo vivendo in questo 2020”.

 

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