“Investire nella cultura”: studenti e lavoratori dello spettacolo uniti sul Facsal

07 Novembre 2020

Studenti costretti a seguire le lezioni da un computer e lavoratori del mondo della cultura a casa. L’ultimo decreto del governo ha chiuso le scuole superiori e gran parte dei corsi universitari mentre quello precedente aveva bloccato le attività di teatri e cinema ai quali da due giorni si sono aggiunti anche musei e mostre. “Hanno avuto mesi a disposizione per organizzare scuole e trasporti e ora siamo noi a pagare questa situazione” lamentano Alessandro Magrì e Giulia Sacchetti, studenti universitari di Lettere e Odontoiatria e rappresentanti del Collettivo Utopia che hanno organizzato un sit in sul Pubblico Passeggio. Tra loro c’è anche Jaafar Mimou, studente al terzo anno di architettura che doveva vivere il suo primo anno in Inghilterra e invece si ritrova a seguire le lezioni da casa a Piacenza, “volevo anche imparare l’inglese, l’80% delle mia esperienza così è sprecata”. “Bisogna investire nella cultura, è fondamentale” dicono i ragazzi che si alternano al megafono raccogliendo gli applausi di una cinquantina di partecipanti. Una manifestazione pacifica sorvegliata dalle forze dell’ordine. Insieme agli studenti ci sono i lavoratori del mondo dello spettacolo come tecnici delle luci, del suono, sarte e truccatrici rimaste a casa da mesi. “Sono stati stanziati dei soldi per noi, sono mille euro per i mesi di giugno, luglio e agosto. Ci sembrano davvero un po’ pochi, così è difficile come potete immaginare” ci racconta Consuelo. “Molti stanno cambiando mestiere, così si perdono le professionalità acquisite nell’arco di 30 anni di carriera” spiega con rammarico Alessandro Gelmini, tecnico di teatro. “C’è disattenzione al settore culturale, tutti i teatri si erano adeguati ai protocolli, i contagi erano stati molto limitati” aggiunge la sarta Maria Rosaria De Riso. A seguire la manifestazione anche comuni cittadini come Ilaria Rabizzoli che commenta:“Io ho un lavoro ma sono qui perché un giorno potrebbe capitare a tutti di rimanere senza. Mi spiace però vedere che sono già state organizzate più manifestazioni da diversi settori. Il lavoro è uno solo, la manifestazione doveva unire tutti i settori”. A rappresentare l’amministrazione comunale di Piacenza per esprimere solidarietà era presente l’assessore alla Cultura, Jonathan Papamarenghi.

 

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