Gastroenterologia

Tumore colon, presentato il nuovo ecoendoscopio. “Fate i controlli”

13 novembre 2020

“I nostri ospedali sono sicuri. Dovete aderire agli screening, perché si tratta di esami che potrebbero salvarvi la vita” – un appello lanciato dal direttore generale dell’Ausl di Piacenza Luca Baldino e dal primario del reparto di Gastroenterologia Giovanni Aragona durante la presentazione di un ecoendoscopio di ultima generazione, che, a Piacenza, negli ultimi due mesi, ha permesso di realizzare trattamenti mininvasivi di alta specializzazione di cui hanno potuto beneficare diverse decine di pazienti. La diagnosi precoce può allungare la vita dei pazienti e preoccupa quindi il crollo di adesioni allo screening per l’individuazione, per esempio, del tumore al colon retto, che si è registrato negli ultimi mesi. Da qui l’appello dei sanitari a non lasciare che la paura di andare all’ospedale superi la volontà di tutelare la propria salute.

L’Ausl sta investendo tanto sulle strumentazioni: “Nel 2020 – fa notare Baldino – abbiamo acquistato una settantina di ecografi, per un valore di circa 1 milione e 200mila euro, con relativi accessori e software. Ce ne sono stati donati cinque (per un valore di circa 90mila euro) e altri 4 sono stati forniti in comodato d’uso dalla Protezione civile. Queste acquisizioni tecnologiche sono fondamentali per il lavoro delle nostre equipe, fortemente impegnate anche a recuperare tutte le attività sospese durante la prima fase dell’emergenza. La medicina non si ferma mai e, di conseguenza, il nostro sforzo di ricambio e aggiornamento delle strumentazioni è costante e necessario. Mettere a disposizione dei nostri clinici le tecnologie di ultima generazione è cruciale per affrontare al meglio le domande di salute della popolazione”.

In gastroenterologia, in particolare, l’investimento tecnologico ha permesso al team diretto da Aragona di poter fare un vero salto di qualità nell’esecuzione di alcune manovre di alta specializzazione in ambito di endoscopia avanzata. “Avevamo già un ecoendoscopio a disposizione, ma di precedente generazione; avevamo quindi ben presenti le sue potenzialità, e abbiamo sviluppato nel tempo un’importante clinical competence – spiega il primario – ma ormai l’apparecchio non rispondeva più alle necessità di innovazione richieste dal notevole sviluppo dell’endoscopia digestiva operativa. Il nuovo ecoendoscopio di ultima generazione invece, equipaggiato da un software dedicato e affiancato da un ecografo “top di gamma”, ci ha permesso una rapida espansione delle procedure eseguibili raggiungendo risultati eccezionali”. Per esempio, sono già venticinque i pazienti che, affetti da colecistite acuta severa e ritenuti ad alto rischio operatorio per età e comorbidità (presenza di più patologie), hanno potuto evitare un intervento chirurgico grazie al drenaggio ecoendoscopico della colecisti. Abbiamo inoltre potuto drenare pericolosissime raccolte peripancreatiche infette secondarie a pancreatiti acute severe che hanno messo in serio pericolo di vita diversi pazienti colpiti da questa grave patologia”.

Costato 120mila euro, è il primo di questa generazione in uso in Emilia-Romagna ed è presente solo in pochissimi centri italiani di riferimento. “L’utilizzo di questo strumento – sottolinea Aragona – s’inserisce nello sforzo di ricerca di terapie sempre più efficaci e sempre meno invasive, a vantaggio del paziente. L’ecoendoscopia operativa, infatti, è mininvasiva, sicura, efficace, non necessita di drenaggi esterni, riduce il rischio di complicanze ed è proprio per queste sue peculiarità è la metodica strumentale di più rapida crescita e sviluppo in ambito gastroenterologico, tant’è che vengono a lei dedicati interi congressi internazionali”.

Alla presentazione dello strumento era presente, in collegamento, anche l’assessore alla sanità della regione Emilia Romagna Raffaele Donini che ha assicurato: “Il modo in cui affrontiamo la battaglia contro il Covid oggi, servirà anche per il futuro. Noi stiamo combattendo su due fronti, il contrasto della diffusione del virus da una parte e il mantenimento dei servizi dall’altra. Dobbiamo pensare anche alle altre malattie. L’acquisto di questo strumento va in quella direzione, assicurare diagnosi sempre più precoci”. Donini ha assicurato che si impegnerà affinchè arrivino rinforzi di personale negli ospedali piacentini: “Dall’inizio dell’emergenza abbiamo assunto oltre 5mila sanitari in regione” – ha spiegato l’assessore.

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