Deragliamento Frecciarossa: “La perizia esclude l’errore umano dei cinque operai piacentini”

17 Novembre 2020

Nove mesi dopo il deragliamento del Frecciarossa nel Lodigiano è stata depositata in procura a Lodi la perizia tecnica richiesta dagli inquirenti.

Lo riferisce il quotidiano Il Giorno. I consulenti escludono l’”errore umano” da parte dei cinque operai di Rfi (residenti nel Piacentino) che poche ore prima della tragedia avevano lavorato sullo scambio dal quale è partito il deragliamento. La perizia confermerebbe invece il difetto tecnico, quello legato a un pezzo interno allo scambio, un attuatore, realizzato nello stabilimento di Alstom Ferroviaria di Firenze, ma prodotto con il cablaggio invertito. A pesare sarebbe stata anche la mancata segnalazione dal sistema elettronico di sicurezza, il sistema di rilevamento, che, secondo quanto verificato dal Nucleo investigativo della Polfer, avrebbe ricevuto una segnalazione di binari ‘per dritto’ e non di ‘svio’.

Il deragliamento era avvenuto all’alba del 6 febbraio 2020 a Livraga in provincia di Lodi e provocò la morte dei due macchinisti Mario Dicuonzo e Giuseppe Cicciù, di 59 e 51 anni e il ferimento di 31 passeggeri.

Con ipotesi di reato a vario titolo per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni restano indagate 18 persone: oltre ai cinque operai di Rfi, l’ad di Alstom Ferroviaria Michele Viale, i vertici di Rfi, compreso l’ad Maurizio Gentile, e i responsabili Alstom Ferroviaria dello stabilimento di Firenze.

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