Umiliazioni e soprusi alla moglie: 43enne a processo. Spariti anche i mobili

25 Novembre 2020

Avrebbe costretto la moglie a rimanere in casa, facendole scomparire spesso le chiavi dell’auto, l’avrebbe sgridata con frequenza umiliandola anche davanti ai figli, lui le avrebbe poi fatto anche sparire i mobili di casa. Per questo motivo, un 43enne siciliano è finito davanti al giudice per le udienza preliminari del tribunale di Piacenza proprio nella giornata contro la violenza sulle donne. Era accusato di maltrattamenti in famiglia e di non aver versato gli assegni per il mantenimento dei tre figli della coppia. L’amara vicenda,secondo la testimonianza della donna, anche lei siciliana e di qualche anno più giovane del marito, sarebbe avvenuta soprattutto fra le mura domestiche di un’abitazione di Piacenza. L’incubo è durato dal 2016 al 2019.Il processo si è svolto davanti al giudice Fiammetta Modica e al pm Ornella Chicca. L’avvocato difensore era Cinzia Fresina del Foro di Messina; la presunta vittima dei maltrattamenti, costituitasi parte civile, era invece assistita dall’avvocato Sara Stragliati. L’avvocato difensore ha chiesto al Gup il rito abbreviato (che prevede lo sconto di un terzo di pena) condizionato all’audizione di alcuni testimoni. Il giudice ha quindi rinviato il processo al prossimo 21 aprile. La donna, dopo anni di soprusi ha deciso di rivolgersi ai carabinieri, i quali compiuti una lunga serie di accertamenti e sentiti testimoni hanno denunciato per maltrattamenti il marito. L’uomo è stato quindi sottoposto a divieto di avvicinamento alla moglie. Un dispositivo che se non fosse rispettato potrebbe anche comportare per l’interessato la misura cautelare dell’arresto.

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