Un medico

Per l’Asl era in malattia, ma lavorava in strutture private: denunciato

26 novembre 2020

Un medico è stato denunciato dalla guardia di finanza per truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico. Per dieci anni, secondo le accuse, era dipendente dell’Asl di Piacenza, ma lavorava anche per altre strutture pubbliche e private.
Ad esempio, risultava contemporaneamente in servizio presso il Servizio di continuità assistenziale (ex Guardia medica) in un ospedale della provincia di Piacenza e in una casa di cura nel cremonese ad assistere gli anziani ospitati.
Proprio da questa anomala coincidenza i finanzieri del Comando provinciale di Piacenza (nell’ambito di indagini di polizia giudiziaria svolte a contrasto degli illeciti in materia di spesa sanitaria) hanno scoperto la truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale: “Il medico – spiegano le Fiamme Gialle – per un decennio ha svolto incarichi professionali sia per conto dell’Ausl, sia per ulteriori committenti pubblici e privati, con guadagni indebiti per circa 800mila euro”.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Piacenza, hanno consentito ai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di accertare che il professionista, impiegato contrattualmente per conto della Ausl di Piacenza, ha omesso per anni di comunicare all’azienda lo svolgimento di altri incarichi professionali presso differenti strutture sanitarie pubbliche e private. “Falsificando le autocertificazioni – aggiunge la finanza – attestava di non svolgere altre attività per conto di soggetti terzi, violando, conseguentemente, i principi incompatibilità di incarichi e di unicità del rapporto di lavoro con il Servizio sanitario nazionale. Tra le molteplici condotte illecite è stato, inoltre, accertato che il dottore svolgeva la professione sanitaria in distinte strutture ospedaliere nei giorni in cui risultava assente per malattia dal servizio per conto dell’Ausl piacentina. Il medico, infine, attraverso attestazioni non veritiere, risultava presente contemporaneamente nelle strutture sanitarie di Piacenza e Cremona per lo svolgimento delle proprie prestazioni professionali”.
Al termine dell’attività, è stato denunciato per truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico. In relazione al reato di truffa è stata richiesto il sequestro preventivo finalizzato alla “confisca per equivalente” relativamente agli importi illecitamente percepiti, di circa 800.000 euro. Delle risultanze investigative è stata interessata anche la Procura regionale della Corte dei Conti, alla quale è stato segnalato un danno erariale da disservizio relativo all’ammontare dei compensi percepiti indebitamente sia quando il medico prestava la propria assistenza ai pazienti pur risultando in malattia, sia quando operava contemporaneamente in due distinte strutture sanitarie.

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