L’autoscuola Bracchi compie 70 anni: “Siamo nel periodo più difficile”

17 Dicembre 2020

“Prima i giovani non vedevano l’ora di ottenere la patente, appena possibile. Oggi, invece, tanti ragazzi aspettano a iscriversi”. In settant’anni di vita, l’autoscuola Bracchi di Piacenza non ha misurato solo l’evoluzione del settore, ma anche quella della nostra società: “In passato la gente faceva il conto alla rovescia per avere la licenza di guida. Adesso il mondo è cambiato, ci sono più mezzi di trasporto e altre opportunità, alcune mansioni professionali si svolgono persino tra le mura di casa e necessitano di meno spostamenti. E così molti giovani non s’iscrivono all’esame di guida allo scoccare della maggiore età, ma si prendono qualche anno in più. La patente, però, resta una grande emozione, e un simbolo assoluto di autonomia”. E’ Barbara Bracchi, titolare insieme al fratello Michele e alla sorella Maria Grazia, a ripercorrere la lunga storia dell’autoscuola fondata da suo padre, il cavaliere Armando Bracchi, deceduto nel 1991.

“Nel 1947 Armando iniziò a gestire la propria attività, ma la licenza fu formalizzata tre anni più tardi. Nel periodo del dopoguerra, con il boom della motorizzazione e delle conquiste sociali, fu lungimirante. E le scuoleguida si ritagliarono pian piano un ruolo centrale”. Oggi, invece, il contesto è drammatico: “La pandemia ha causato una crisi pesante – rimarca Barbara – le autoscuole sono rimaste chiuse del tutto per due mesi e mezzo. Le perdite economiche sono gravi, il nostro settore è stato pesantemente colpito, ma non bisogna perdere la fiducia nel futuro”.

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