Caserma Levante

Processo Esposito, l’Arma si costituisce parte civile. Il ministero paga in caso di condanna

17 dicembre 2020

L’Arma dei carabinieri ha richiesto la costituzione di parte civile nell’ambito del processo all’appuntato della caserma Levante Angelo Esposito, il quale, a differenza dei colleghi, ha scelto il rito ordinario e non quello abbreviato. Tredici i capi di accusa a suo carico, tra i quali la tortura.
Il procedimento è iniziato questa mattina, giovedì 17 dicembre, di fronte al collegio presieduto dal giudice Stefano Brusati, presidente del Tribunale.
La richiesta di costituzione di parte civile è stata avanzata dall’avvocato Andrea Cecchieri dell’Avvocatura di Stato di Bologna “per la lesione all’immagine e al decoro dell’Arma causata dal comportamento del militare indagato”.
La richiesta non è stata avanzata lunedì scorso, in occasione dell’avvio del processo con rito abbreviato agli altri militari coinvolti nell’inchiesta, perché l’autorizzazione della Presidenza del consiglio per la richiesta di costituzione è arrivata solo ieri. La richiesta verrà avanzata anche nei confronti degli altri militari indagati.
L’avvocato Paolo Campana, difensore di un giovane che sarebbe stato vittima di tortura, ha chiesto e ottenuto la responsabilità civile per il ministero dell’Interno, chiamato dunque a risarcire i danni in caso di condanna.
Anche il giovane Israel Anyanku, il sindacato Silca e il PdM hanno richiesto, attraverso i loro avvocati, la costituzione di parte civile. L’udienza è stata rinviata al 28 gennaio.

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