Vigile e segretario della Uil, Ermanno Rizzi portato via dal Covid

31 Dicembre 2020

Prima vigile urbano, poi, per trent’anni, segretario Uil, ma anche grande cacciatore; e ancora padre, nonno e amante dei cavalli. Ermanno Rizzi, che si è spento a Fiorenzuola a 74 anni a causa del Covid. Rizzi, lascia la moglie Claudia e i figli Sabrina e Simone. Nel 1969 è assunto come vigile al Comune di Piacenza. Resta nel corpo – Reparto motociclisti e squadra infortunistica – fino al 1986, anno in cui cambia lavoro e vita, assumendo l’incarico di segretario della Uil enti locali di Piacenza.

È l’inizio di un percorso che lo avrebbe portato nel giugno del 1994 ad assumere l’incarico di segretario della Uil provinciale, fino al 2000, anno in cui viene nominato segretario generale della Uil Fpl (Federazione poteri locali che prevedeva l’unificazione degli enti locali con la sanità), incarico mantenuto poi fino al 2009.

 

La sua era una presenza avvertita da chi gli stava attorno. Lo conferma il figlio Simone in un passaggio della lettera/dedica che gli ha scritto. “La tua presenza. Sì, quella era la tua arma vincente nella concezione di un sindacato e di una militanza che oggi non ci sono più, alle quali bisognerebbe tornare”.

La lettera integrale del figlio

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