Il Covid frena lo sviluppo demografico: 520 residenti in meno nel 2020

14 Gennaio 2021

C’è anche la pandemia tra le cause dell’inversione demografica nel comune di Piacenza, che nel 2020 ha fatto registrare 520 residenti in meno. Un fenomeno al quale gli uffici Anagrafe non assistevano ormai da anni ormai. Il pesante numero di decessi, infatti, 1.812, è di gran lunga superiore al dato dell’anno precedente 1.196. La riprova che la crisi sanitaria abbia influito dolorosamente sul bilancio demografico – in cauta ripresa anno dopo anno – sta anche nella fascia temporale del 2020 maggiormente colpita, i mesi di marzo e aprile, con 693 vite perdute.
Le nascite sono state di poco inferiori a quelle dell’anno prima: 771 nuovi nati – di cui 405 maschi e 366 femmine – contro gli 864 del 2019. Tra i 771 nuovi nati, quindi, e i 1.812 morti il saldo naturale è risultato stavolta più negativo di quanto si possa ricordare, – 1.041.

Dopo vari anni in cui la popolazione piacentina si era mantenuta sotto la soglia dei 100mila abitanti, nel 2007 il superamento della soglia a 5 zeri, con una crescita continua ad eccezione del 2014 e del 2015, segnati da piccoli scarti in negativo.

Guardando i numeri complessivi il 2020 era partito con 104.091 residenti. Al 31 dicembre la stessa voce è passata a 103.571 unità. Di questi i residenti a Piacenza di nazionalità non italiana continuano a rappresentare una forza importante, circa il 20 per cento, con un mosaico di nazionalità molto articolato, ben 127, tra le quali spiccano i provenienti dall’Albania (con 2.368 unità), dal Marocco (1.679), dall’Ecuador (1.529), dall’Egitto (1.511) e dalla Macedonia del nord (1.500).

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