“Zoombombing” alla scuola di Lugagnano: bestemmie e parolacce in videoconferenza

15 Gennaio 2021

Con la pandemia si sono diffuse le videoconferenze a distanza e con questa pratica, purtroppo, sono aumentate in modo esponenziale anche le persone che cercano di disturbarle, definite “troll”. “Zoombombing”, invece, è il termine che indica proprio quelle azioni finalizzate a rovinare lo svolgimento di una videoconferenza, partecipando con un nome falso, con contenuti non pertinenti, con messaggi inappropriati o, nei casi peggiori, pornografici, razzisti e offensivi.

“È capitato anche a noi – spiega la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo di Lugagnano, Simona Camisa –. Nel nostro caso il link di accesso era pubblicato sul sito, in quanto la conferenza era finalizzata a promuovere e spiegare la nostra scuola dell’infanzia, un open day virtuale. Non avevamo ovviamente nessun riferimento delle famiglie con figli in età prescolare che potessero essere interessate. Quindi è stato facile per queste persone avere il link ed entrare per portare disturbo. L’intromissione è durata pochissimi minuti, anche se ha creato molto disagio. Come amministratore della videoconferenza le ho cancellate e ho chiuso la connessione nel più breve tempo possibile”.

Tre, probabilmente gli ingressi non appropriati. “Due di questi, un uomo e una donna, hanno anche parlato lanciando sproloqui, offese e bestemmie. La terza non ha mai parlato, ma inseriva a sua volta musica ad alto volume, altrettanto di disturbo. Certamente la cultura dell’utilizzo corretto della rete non è ancora diffusa. Questa cosa che ci è capitata, figlia dell’ignoranza, è una cosa spiacevole e sgradevole che ci porterà, a nome dell’istituto Comprensivo, a doverla segnalare alle autorità competenti”.

Alla videoconferenza, rivolta alle famiglie dei bambini che si dovranno iscrivere alla scuola dell’infanzia, erano collegate cinque località, sede dei vari plessi. Oltre Lugagnano anche Bacedasco, Morfasso, Vernasca e Rustigazzo. Un altro episodio, altrettanto grave, è stato segnalato in precedenza anche in una scuola superiore di Piacenza.

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