Le Orsoline piangono madre Giovanna Alberoni, medico in India dal ’48

19 Gennaio 2021

La casa madre delle suore Orsoline di Piacenza piange la scomparsa di una consorella. “Madre Giovanna Alberoni è serenamente spirata poco fa, alle 9, nel letto della sua stanza, nella nostra casa di Bandra (sobborgo di Mumbai,accanto all’Holy Family Hospital che aveva fatto costruire, ndr.). E’ tornata alla Casa del Padre. Preghiamo tutte per lei”. La telefonata è arrivata dall’India lunedì 18 gennaio; dall’altra parte del filo una suora che parlava in italiano, una delle consorelle a lei più vicine.
La notizia ha fatto subito il giro delle consorelle piacentine arrivando poi in Curia, al vescovo Adriano Cevolotto e all’Ufficio missionario diocesano.

Madre Giovanna aveva 93 anni, era nata a San Giorgio il primo ottobre del 1926, e la sua vita è stata legata a doppio filo all’India dove ha lavorato dal 1948 come medico, ha costruito ospedali e fatto nascere migliaia di bambini. Da tempo non stava bene e le sue condizioni di salute erano andate peggiorando. “Si può dire che sia morta di vecchiaia – fa sapere suor Elena Scotti, la madre superiora della casa di via Roma -. “L’unica cosa che abbiamo potuto fare è stato riunirci in preghiera – spiega -, non abbiamo avuto altre comunicazioni sulla sua morte. Sarà la provinciale a decidere sul luogo dei funerali e della sepoltura, osservando le indicazioni che potrebbe aver lasciato madre Giovanna”.

La vita religiosa di madre Alberoni è iniziata dopo la maturità scientifica, con l’ingresso nella congregazione delle Orsoline e nel novembre 1948 è proseguita in India dove la suora si è laureata in medicina e chirurgia. Poi ha iniziato una lunga e concreta opera nell’assistenza socio-sanitaria, avviando ospedali e centri sanitari in varie località del Paese asiatico. A Kanpur ha fondato il “Mariampur Hospital”; a Calcutta ha diretto la scuola per infermieri del “Nirmala Hospital” (225 letti), a Vayithiri ha gestito un ospedale di 100 letti. Nel 1978 a Bandra (grande sobborgo di Bombay oggi Mumbai) ha costruito un nuovo edificio per portare la capacità dell’Holy Family Hospital da 22 a oltre 200 posti letto. Inoltre per diversi anni ha sostenuto l’adozione, da parte di famiglie italiane e piacentine, di bambini indiani abbandonati. Dal 1996 al 2003 è stata superiora generale dell’Istituto delle Orsoline a Roma.

Tanti i riconoscimenti per il suo operato. Nel 2012 a Brescia il Cuore Amico, riconosciuto come il premio Nobel dei missionari e grazie al quale la madre ha realizzato un centro per giovani malate di aids. Nel 1994 “L’angil del Dom” a Piacenza, l’anno seguente il cavalierato della Repubblica per il prezioso servizio umanitario reso in India; nel 2001 il premio “Solidarietà per la vita” e, in India, il “Premio per la vita”.

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