Cyberbullismo: quasi cento casi denunciati per minacce e revenge porn

06 Febbraio 2021

Diffamazioni, foto rubate nell’intimità, minacce. C’è un mondo virtuale che viaggia sul sottile filo dell’ambiguità dove le leggi sembrano non spaventare. E’ il far west dei social attraverso i quali i cyberbulli riescono a infiltrarsi nelle case delle vittime, di materializzarsi in ogni momento della loro vita, perseguitandole con messaggi, immagini e video offensivi. Nella provincia di Piacenza, nel 2020, grazie all’attività della polizia postale, sono stati denunciati 35 episodi di diffamazione, rispettivamente da parte di cinque minorenni e trenta maggiorenni, 12 episodi di minacce, 4 molestie, 42 furti di identità e due casi di “revenge porn”. “Si stima comunque che il dato ufficiale possa sottendere un numero “oscuro” di reati maggiore, data la ritrosia tuttora diffusa a denunciare i fatti” – fa sapere la Prefettura di Piacenza.

Il Prefetto, Daniela Lupo, in occasione della ricorrenza della “Giornata nazionale contro il bullismo e cyberbullismo a scuola”, che si svolgerà il prossimo 7 febbraio, dedicata ad azioni di sensibilizzazione rivolte agli studenti e a tutta la comunità, esorta a “porre l’attenzione su tali fenomeni che, originati dalla stessa attitudine, sono diversi nelle modalità ma anche nella pericolosità sociale”. Il Prefetto sottolinea che “in questo quadro, si rivela essenziale l’azione educativa delle famiglie e della scuola, unico strumento per strutturare ragazze e ragazzi in grado di convivere serenamente l’incontro/scontro con i coetanei, riconoscendo nell’altro da sé le stesse paure, insicurezze, bisogno di affettività che si portano dentro”. Il bullismo, specialmente in ambito scolastico, attira più facilmente l’attenzione dei docenti e degli altri operatori, il cyberbullismo segue percorsi social difficilmente presidiabili sia dalle famiglie che dalla scuola, durante il loro svolgimento.

Proprio in quest’ottica, è in fase di rinnovo il protocollo sul Disagio Giovanile sottoscritto in Prefettura il 6 novembre 2018 e che insieme alla Prefettura vede cooperare, Comune di Piacenza, Provincia di Piacenza, Ufficio Scolastico Provinciale di Piacenza, A.U.S.L. di Piacenza, AGE Associazione Italiana Genitori sedi di Carpaneto Piacentino e Fiorenzuola d’Arda, Movimento dei Genitori (Moige) e Associazione Genitori Piacenza 4 per la creazione di un modello operativo innovativo di dialogo intergenerazionale ed inter-istituzionale per la prevenzione strutturale delle forme di disagio giovanile.

E come ricordato dal sindaco di Piacenza nonché presidente della Provincia Patrizia Barbieri “la giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo è l’occasione per accendere i riflettori su un fenomeno che trova i migliori alleati, purtroppo, proprio nel silenzio e nella solitudine, che questi mesi di inevitabili restrizioni possono aver acuito. Chiediamoci, in questa giornata così significativa, qual è l’esempio che ognuno di noi vuole dare. Soppesiamo, insieme a bambini e ragazzi, il valore di un like e quello di un’amicizia nella vita reale. Diamo importanza alla gentilezza, insegnando che non è mai indice di debolezza. È nella quotidianità dei nostri gesti e delle nostre attitudini, che comincia il nostro no al bullismo”. Il Questore, Filippo Guglielmino, inoltre ricorda che, “in base alla legge 71/2017 – che contrasta appunto tale tipo di fenomeno imponendo anche specifiche responsabilità in capo agli insegnanti ed ai direttori didattici al fine di segnalare alle autorità di polizia specifici episodi che si possano registrare – determinate ipotesi di condotta costituiscono una vera e propria fattispecie di reato, sanzionate penalmente”.

Il Comandante Provinciale dei Carabinieri Paolo Abrate ha spiegato che il contributo dei carabinieri nel contrasto al fenomeno del cyberbullismo si concretizza sia nelle indagini che nello svolgimento di conferenze nelle scuole, per offrire agli studenti l’opportunità di confrontarsi direttamente con i Comandanti di Compagnia che operano sul territorio e con altre figure professionali ad elevata specializzazione di volta in volta coinvolte (psicologi, pediatri, esperti in indagini telematiche). E’ stata sottolineata anche l’importanza dell’uso consapevole dei social network, un tema strettamente connesso con quello del cyberbullismo e sul quale l’Arma dei carabinieri è da sempre impegnata nella più larga diffusione della cultura della legalità anche in questo settore.

L’Ufficio Stampa del Comando Generale, sul sito internet istituzionale www.carabinieri.it, ha realizzato delle aree tematiche specificamente dedicate a “bullismo e cyberbullismo” e “Consigli per i più piccoli” dove, mediante l’utilizzo di brevi storie a fumetti, vengono forniti consigli su vari argomenti: bullismo, sicurezza in internet, sicurezza domestica, diffidare degli sconosciuti.
Sul canale Youtube dell’Arma è stata inoltre creata la playlist

?v=PhvdHoSWgto&list=PLDBimDfSeasJgZqNm3T_HBHDmNI_KTtrm&index=5″>“Diffusione della cultura della legalità tra i giovani” dove stati caricati dei cortometraggi realizzati dalla Scuola Ufficiali Carabinieri con la collaborazione di ragazzi di istituti di istruzione secondaria romani.

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