Il pomodoro nero ha origini piacentine: “Più tollerante agli insetti”

07 Febbraio 2021

Lo chiamano popolarmente “oro rosso”. Ma Gian Piero Soressi, figlio della terra dei pomodori, dopo anni di ricerche lo ha trasformato in nero, perché fosse ancora più ricco di antiossidanti dei comuni mirtilli, delle fragole, delle ciliegie. La creatura l’ha chiamata “Sun black” e non è un Ogm, ma un incrocio nato da anni di lavoro, test, sperimentazioni, suo ultimo risultato internazionale consegnato alla scienza e alle generazioni di studiosi che Soressi – docente in pensione, in passato ricercatore per il ministero – ha cresciuto con cura come docente, ricercatore e accademico, prima di andare in pensione nel 2008. Undicesimo e ultimo figlio nato nell’inverno del 1937 a Verano, Soressi aveva capito fin da piccolissimo quello che la natura può fare: i miracoli.

Oggi, a Capodimonte, nella provincia di Viterbo, sul lago di Bolsena, a quasi 84 anni ha dato vita a questo “superpomodoro” figlio della scienza: “Il pomodoro nero ad alto contenuto di antociani, sostanze dal fortissimo potere antiossidante, è stato sviluppato in un progetto di ricerca tutto italiano che vedeva coinvolte la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, le Università della Tuscia (Viterbo), di Modena e Reggio Emilia, di Pisa. Io, nella Tuscia, ne ero il responsabile. Oggi sono orgoglioso di dire che il “Sun black”, come lo volli chiamare, ha radici piacentine. Cercavo un pomodoro così, maggiormente tollerante a insetti e altri patogeni, e l’abbiamo trovato in questa buccia nera, in realtà violacea. In pratica, è una nuova pianta”.

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