“Ingressi impraticabili, i bimbi devono camminare in un pantano”

09 Febbraio 2021

Zainetto, libri di testo, quaderni, astuccio e stivaletti antipioggia, possibilmente di gomma e in grado di non fare entrare l’acqua. Oltre ai classici strumenti indispensabili per seguire le lezioni, i piccoli studenti della scuola dell’infanzia Ottolenghi di Piacenza devono dotarsi di calzature impermeabili, dato che quasi ogni mattina si ritrovano costretti a fare i conti con il pantano li costringe a escogitare assieme a nonni e genitori la “via più asciutta” per accedere alle proprie aule.

Il motivo? “L’ingresso alla scuola dell’infanzia è stato separato, giustamente, da quello del nido – spiegano alcuni genitori. – Il problema è che non è stato fatto assolutamente nulla per renderlo un po’ più agibile. Genitori e nonni che portano a scuola i propri figli e nipoti sono costretti a passare in un mare di fango, o un acquitrino se piove molto, per accedere alle sezioni. Sarebbe stato sufficiente acquistare qualche sacco di ghiaia per creare un vialetto che consentisse ai passanti di non bagnarsi i piedi o insozzarsi le scarpe di fango ogni santo giorno. Senza contare che il piccolo scivolo d’accesso alle sezioni è viscido e quindi pericoloso. Le maestre stanno ancora aspettando che si mettano dei tappetini antiscivolo che, a quanto ci risulta, sono stati promessi da tempo ma mai arrivati”.

Una situazione sicuramente poco piacevole anche quella vissuta dal personale scolastico: “I tre ingressi di emergenza, dai quali in questi tempi di Covid accedono i bambini, hanno delle verande sprovviste di una tettoia – aggiunge una bidella -. Ciò significa che quando piove tutto viene allagato. Come se non bastasse, le maestre hanno dovuto inventare dei separé fatti in casa, utilizzando cioè i bidoni della spazzatura, per dividere i bambini delle varie sezioni quando escono a giocare in giardino durante la ricreazione. Eppure, dei paletti idonei erano stati richiesti al Comune, che però non ha ancora provveduto ad inviarceli”.

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